Censis: Italia a rischio banlieue parigine, il 60% ha paura della povertà

Secondo il 60% degli italiani a chiunque può capitare di finire in povertà, quasi da un momento all'altro come se fosse un virus. Il 48° rapporto del Censis sulla situazione socio-economica del Paese.

Secondo il Censis in Italia dopo oltre un lustro di crisi il ceto medio è corroso, sono cresciute le diseguaglianze, c'è più scoraggiamento, meno integrazione meno voglia di mettersi in gioco. Il 48° Rapporto sulla situazione sociale del Paese diffuso oggi dal Centro studi investimenti sociali, istituto di ricerca socioeconomica fondato nel 1964, delinea un quadro a tinte fosche del Belpaese.

Il Rapporto 2014 del Censis fornisce il conto della crisi economica e degli ultimi tre anni di recessione. L'Italia:

ha fatto della coesione sociale un valore e si è spesso ritenuto indenne dai rischi delle banlieue, ma le problematicità ormai incancrenite di alcune zone urbane non possono essere ridotte ad una semplice eccezione.

L'Italia è diventata uno dei paesi simbolo del capitale umano "inagito" e "dissipato" dice il Censis nel suo rapporto, dove quasi 8 milioni di persone rappresentano un'immensa energia lavorativa inutilizzata. Tra loro 3 milioni di disoccupati, 1,8 milioni di inattivi e 3 milioni di persone che sarebbero disponibili a lavorare
ma non cercano attivamente un impiego.

A fine 2014 gli atteggiamenti mentali che spiccano tra gli italiani sono improntati all'attendismo e al cinismo. La crisi ha fatto crescere la percezione di vulnerabilità, tanto da far ritenere al 60% degli italiani che chiunque può finire in povertà:

come fosse un virus che può contagiare

Si è diffuso così un "attendismo cinico" che non fa spendere, investire e consumare: il contante da preservare diventa una forma di tutela ritenuta necessaria e vince l'idea del "bado e penso solo a me stesso".

In questo contesto i giovani sono sempre meno autonomi, a 2,4 milioni serve l'aiuto dei genitori, tra i 4,7 milioni di ragazzi che vivono per conto proprio, più di un milione non riesce ad arrivare alla fine del mese e riceve di regola o di tanto in tanto un aiuto economico dai familiari. Il rischio di "scissione tra il welfare e i giovani" per le difficoltà lavorative e reddituali incontrate dalle giovani generazioni è sempre più consistente.

Rapporto censis 2014

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