Istat: a novembre le retribuzioni a +1,1 verso il minimo storico

La perdita del potere di acquisto dal 2010 è di cinque punti

Le retribuzioni contrattuali orarie a novembre segnano un aumento dello 0,1% rispetto al mese di ottobre, mentre su base annua salgono dell'1,1%. Lo rileva l'Istat. La crescita media per i primi mesi del 2014 è pari ad appena l'1,2%. A fine anno infatti si dovrebbe stare intorno all'1,3%, e si tratterebbe in questo caso di un nuovo minimo storico, il dato più basso almeno dal 1982.

Altro dato che desta preoccupazioni: oltre la metà dei dipendenti è in attesa del rinnovo del contratto. A fine novembre la quota è del 55,6% nel totale dell'economia e del 42,7% nel settore privato. L'attesa è in media di 36,2 mesi per l'insieme dei dipendenti e di 20,8 mesi nel settore privato. Tra i contratti monitorati dall'indagine, nel mese di novembre è stato recepito un solo accordo e nessuno è scaduto. I contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 44,4% degli occupati dipendenti e corrispondono al 41,3% del monte retributivo osservato.

I settori che a novembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), agricoltura (3,1%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferi (3,0%). Si registrano variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

L'Istat stima che, dal confronto dell'andamento delle retribuzioni contrattuali dei dipendenti pubblici (che hanno subito il blocco dei rinnovi) con quello dell'inflazione, dal 2010 al 2013 sono stati persi oltre sei punti percentuali in termini di potere d'acquisto: nel 2014 è atteso un recupero grazie alla bassa inflazione, dunque la perdita di potere di acquisto sarebbe di "soli" cinque punti.

Paniere ISTAT 2014

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