Ingegneri, architetti, avvocati: professioni in crisi nera, non rendono più

Professioni in crisi: notai, medici, avvocati: tutti a fare i conti con cali del fatturato fino al 50% e improduttività. Il 27% degli architetti e degli ingegneri è sotto la soglia di povertà.

C'erano una volta gli avvocati, architetti, ingegneri e psicologi benestanti. C'erano, perché oggi come oggi secondo un'inchiesta giornalistica de Il Messaggero, la crisi nel mondo delle libere professioni ha colpito anche quelle posizioni considerate porto sicuro, al riparo dai venti delle stagnazione economica. Dal 2006-2007 in poi la discesa è stata continua.

Nell'anno (non di grazia) 2012 ben 20mila avvocati hanno fatturato zero, sono risultati quindi del tutto improduttivi, mentre il 27% di architetti e ingegneri secondo i dati delle casse professionali esaminati dal quotidiano capitolino vive in condizioni economiche al di sotto della soglia di povertà.

I numeri delle casse professionali raccontano insomma della crisi nera del mondo di autonomi e delle professioni, con quelle tecniche che in particolare arrancano rispetto al recente passato: pure chi guadagna infatti ha visto calare il suo reddito fino al 6%, come si evince anche dai recenti dati sulla previdenza privata per tali categorie.

Forse è presto per parlare di nuovi poveri del futuro prossimo ma il trend è significativo e nessuno può sentirsi più al sicuro. Uno psicologo guadagna in media 625 euro al mese. I notai, nell'immaginario collettivo straricchi e senza problemi di essere sfiorati dalla crisi, non sono certo alla fame ma devono registrare un calo del fatturato che supera il 50%.

Per i medici odontoiatri invece, su 46mila totali il 12% risulta disoccupato mentre quelli che esercitano in strutture complesse guadagnano anche sette euro l'ora.

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