Giappone: nuovi stimoli pubblici all'economia per uscire dalla recessione

Le famiglie a basso reddito avranno buoni d'acquisto per beni di prima necessità e per i carburanti. Il premier Abe cerca di rilanciare la terza economia mondiale con un pacchetto di aiuti da 3.500 mld di yen.

Il governo giapponese del riconfermato Shinzo Abe ha predisposto un nuovo pacchetto di stimoli pubblici all'economia reale da 3.500 miliardi di yen (24 mld di euro) per far uscire il Paese dalla recessione tecnica in cui è piombato dopo due trimestri consecutivi di Pil negativo.

Gli aiuti all’economia nelle intenzioni del governo dovrebbero agevolare soprattutto le regioni e le famiglie a basso reddito. Abe a metà dicembre fa ha vinto le elezioni politiche anticipate con un largo margine, nonostante il suo esecutivo, con la decisione dello scorso aprile di aumentare l’Iva all'8%, abbia contribuito, e non poco, a fare scivolare il Pil nipponico su valori negativi.

I giapponesi, anche per mancanza di alternative valide, hanno quindi dato nuova fiducia ad Abe - esponente dell'ala conservatrice del Partito liberal democratico - che ora con questo pacchetto stima di dare al Prodotto interno lordo del Giappone una spinta dello 0,7%.

Gli stimoli pubblici all’economia non verranno finanziati con nuove emissioni di titoli di Stato ma con l’incremento delle entrate fiscali e con i fondi non usati di precedenti budget.

In particolare 1.200 miliardi di yen saranno impiegati per sostenere le piccole e medie imprese e per stimolare consumi dei privati. Le famiglie a basso reddito otterranno buoni d'acquisto per beni di prima necessità e per fare benzina.

E ancora altri 600 miliardi di yen serviranno per rilanciare e rinvigorire le economie regionali, specie le più asfittiche, e 1700 miliardi per la prevenzione delle catastrofi e la ricostruzione delle regioni del Nord Est del Paese distrutte dallo tsunami e dal terremoto di marzo 2011.

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