Eni vende a Gazprom la sua quota nel gasdotto South Stream

Il colosso russo sta gradualmente riacquistando tutte le azioni.

Lo stop al progetto South Stream, il gasdotto che sarebbe dovuto partire dalla Russia e arrivare fino all'Europa del centro-sud senza passare dall'Ucraina, sta davvero diventando definitivo. Il progetto avrebbe dovuto aggirare le tensioni nell'area, ma è stato in seguito alle tensioni che si sono invece create direttamente tra Russia e Unione Europea a far sì che Mosca decidesse di chiudere definitivamente con il progetto.

Lo dimostra anche il fatto che Gazprom, il colosso energetico russo che possiede il 50% delle quote di South Stream, sta gradualmente riacquistando tutte le partecipazioni delle altre società, tra cui il 20% di Eni. Non si sa qual è il prezzo, ma Eni in una nota afferma che "recupererà il capitale investito nel progetto, calcolato coerentemente con gli accordi esistenti".

Non si sa nulla nemmeno del prezzo a cui Gazprom comprerà le quote di Edf (15%) e Wintershall (15%). L'unica cosa quasi certa, stando a quanto viene riportato, è che "Gazprom dovrebbe garantire la restituzione dell'equity fin qui investita remunerata a un buon tasso d'interesse".

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