Apre la grande corsa al 5 per mille della dichiarazione Irpef

5 per mille Anche quest'anno si avvicina a grandi passi la consueta scadenza annuale Irpef (consegna del 730 a fine maggio e Unico telematico al 31 luglio) che porterà ogni cittadino alla scelta della destinazione del proprio 5 per mille tra una miriade di soggetti. Appurato che non si tratta di una tassa aggiuntiva, né di un sostituto dell' 8 x 1000, ma semplicemente un modo scegliere a chi destinare parte delle proprie tasse, ogni contribuente si troverà a breve a dover scegliere a chi destinarlo nella propria compilazione del 730, Unico o CUD.

Con la nuova finanziaria 2007 aumenta l'imbarazzo della scelta con l'introduzione tra gli elenchi dei possibili destinatari di O.N.L.U.S., di enti della ricerca scientifica e dell'università e di enti per la ricerca sanitaria. Se da un lato entrano le O.N.L.U.S. dall'altro escono le fondazioni che non abbiano anche la qualificazione come Onlus.

In particolare, la disposizione riguarda due tipologie di enti regolate da norme speciali (Onlus e associazioni di promozione sociale) oltre alle associazioni riconosciute operanti nei settori "da Onlus". Sulle prime due fattispecie non ci sono novità rispetto a quanto si prevedeva lo scorso anno; tra le Onlus si ricomprendono tanto quelle "di opzione" (che seguono l'iter tipico di iscrizione all'omonima Anagrafe tributaria) quanto quelle "di diritto", qualificate come organizzazioni non governative, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali e loro consorzi. Quanto alle associazioni di promozione sociale, vengono nuovamente citate in tutte le loro declinazioni territoriali.

La sorpresa arriva dall'identificazione della terza tipologia, quella delle associazioni riconosciute, che rappresenta una novità nella sua presenza "solitaria", cioè non affiancata dalle fondazioni. Il binomio associazioni riconosciute-fondazioni rappresentava infatti, fino al varo della Finanziaria, una "coppia di fatto" nello scenario legislativo del settore non profit e nella disciplina tributaria.
La misura è stata approvata con l'evidente intenzione di escludere dal beneficio le fondazioni bancarie o quelle familiari e d'impresa rischiando però di fare "vittime" illustri, tra cui il Fai, Fondo per l'ambiente italiano, che opera perla tutela del patrimonio artistico, ambientale e monumentale e che, per l'appunto, ha la veste giuridica di fondazione, ma non di Onlus.

Da quest'anno quindi delle oltre tremila fondazioni presenti in Italia, secondo i dati dell'Istat, solo quelle che si sono qualificate come Onlus o che promuovono la ricerca scientifica (e sono considerate tali dai ministeri competenti) potranno iscriversi ai nuovi elenchi del 5 per mille.

Le novità rispetto all'anno scorso riguardano anche i Comuni e le loro attività sociali, che si è ritenuto più congruo finanziare solo attraverso la fiscalità generale escludendole quindi dal novero del 5 per mille.

Sono stati pubblicati proprio ieri sul sito dell'Agenzia delle Entrate gli elenchi ufficiali dei soggetti iscritti in cui compaiono 31.411 "candidati".
Nonostante le novità la parte del leone la giocano anche quest'anno le aziende del così detto "terzo settore" con ben 31.776 Onlus e associazioni di promozione sociale mentre solo 86 sono gli enti di ricerca sanitaria. La riforma finanziaria non ha contribuito granchè allo sfoltimento del grande ed eterogeneo affollamento sul 5 per mille che comprende enti tra i più disparati, dalle associazioni consumatori, agli istituti scolastici dalle associazioni sportive alle fondazioni culturali. L'Agenzia delle Entrate, ha tuttavia provveduto alla pubblicazione di un utile software di navigazione per ragione sociale.

Ricordiamo che per chi non esprimerà preferenze, il cinque per mille della sua IRPEF rimane nel bilancio dello Stato e che chi non indicherà tutti i dati dell'associazione come il codice fiscale le somme saranno ripartite in modo proporzionale in base al numero di preferenze ricevute dalle associazioni appartenenti alla stessa categoria.

Gli enti che rilevino eventuali imprecisioni nella rilevazione del nome, indirizzo o codice fiscale potranno procedere alla correzione entro il 13 aprile in vista della pubblicazione definitiva in programma per il 20 aprile (sito Agenzie Entrate).

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