Borsa, Milano fallisce il rimbalzo, anche oggi chiusura in negativo

Moody's avverte: "Il 2015 sarà difficile per i petroliferi".

Aggiornamento 6 gennaio 2015, ore 18:06 - Dopo un rimbalzo del +1,72%, Piazza Affari oggi ha chiuso nuovamente in negativo, -0,25%. Crollano in particolare Banca Popolare (-4,72%) e Montepaschi (-3,8%). Anche gli altri mercati europei continuano a essere condizionati dall'attesa per le elezioni in Grecia e dal crollo del prezzo del petrolio (oggi sotto i 48 dollari al barile): Francoforte ha chiuso con il +0,10%, Parigi a -0,52%, Londra a -0,76% e Madrid a -1,13%. Lo spread è salito a 144 punti, ma il rendimento Bpt è all'1,86%. L'euro è ancora ai minimi, a 1,19 dollari.

Martedì 6 gennaio 2015 - Questa mattina, dopo il crollo di ieri, le Borse europee hanno aperto con un leggero rialzo, anche se occorre capire quanto possa durare e se i titoli continueranno a risalire o torneranno a calare.

Intanto, l'effetto combinato della paura per il voto in Grecia e della caduta del prezzo del petrolio che ieri ha fatto precipitare le Borse nel Vecchio Continente, in mattinata si è fatto sentire anche sulla Borsa di Tokyo, che ha chiuso con l'indice Nikkei dei 255 titoli guida in ribasso del 3,2%, cedendo 525,52 punti, una perdita che lo ha portato a scendere a 16.883,19 punti. Anche il Topix ha perso 39,95 punti, ossia il 2,85% ed è sceso a quota 1.361,14. Tutte le piazze asiatiche hanno chiuso in netta flessione.
A Tokyo la seduta è stata molto attiva, tanto che sono stati scambiati 2,69 miliardi di titoli, con dollaro ed euro che sono stati scambiati rispettivamente a 118,94 e 142,22 yen.

Le Borse europee, invece, come anticipato in apertura, si sono svegliate con un leggero rialzo, che a Milano è stato dello 0,59% a 18.296 punti.
Lo scarto tra i Btp e i Bund tedeschi è stabile a 133.6 punti con rendimento del decennale all'1,84%. A Londra e Francoforte le Borse hanno aperto con un +0,1%, Madrid con il +0,3% e Parigi con il +0,6%. L'Euro è in rialzo a 1,1955 dollari sui mercati valutari.

Intanto l'agenzia di rating Moody's ha pubblicato un report sull'industria del settore petrolifero in cui spiega che il 2015 sarà un anno molto difficile a causa del crollo del greggio e se il prezzo resterà intorno ai 55 dollari al barile il calo dei ricavi interesserà l'utile dei gruppi produttori e dunque i flussi di cassa da reinvestire saranno ridotti e le conseguenze si faranno sentire sulle aziende di servizi petroliferi.

Andamento Borse Europee, Asiatiche, Usa a gennaio 2015

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