Alchimie fiscali minacciano il Tfr

Tassazione del Tfr Il Tfr questo sconosciuto: indigesta ai più la nuova riforma sul trattamento pensionistico non brilla certo per chiarezza ed intelligibilità! Nonostante manuali, trasmissioni, incontri aziendali e leaflet informativi le disposizioni per la destinazione dell'agognato Trattamento di Fine Rapporto rimangono ancora un arcano. Fondi aperti, fondi chiusi e Inps tormentano i sogni di tanti lavoratori indecisi e mal informati che si interrogano ancora sulla convenienza della destinazione del loro piccolo patrimonio personale vitalizio. Segnaliamo a quanti non si siano ancora decisi un utile sito informativo al riguarado che propone una interessante simulazione di calcolo dell'incidenza della pressione fiscale sulle forme di risparmio proposte.

Il calcolo verte, come esaustivamente indicato nel sito, sul tasso di indifferenza, "definito come il tasso di rendimento certo e costante del fondo pensione che rende il lavoratore indifferente fra lasciare il TFR in azienda piuttosto che trasferirlo a tale fondo" e arriva ad interessanti, seppur teoriche, conclusioni:
" Oltre i 50 anni, il peso della tassazione di un quarto delle contribuzioni in azienda si rende gravoso al punto tale che in alcuni casi i fondi potrebbero essere convenienti anche con un rendimento negativo. Questo risultato è importante ed andrebbe pubblicizzato ai diretti interessati. L'impressione che uno ha è la seguente: ai lavoratori "anziani" viene suggerito di lasciar le cose come stanno (ossia, lasciare il TFR in azienda) perché manca poco tempo e così evitano i rischi, e non viene spiegato che sono invece quelli che, almeno in percentuale, potrebbero guadagnare di più uscendo dal TFR in azienda ed investendo nei fondi. Questi sono lavoratori tipicamente più sindacalizzati e quindi più influenzabili dal sindacato stesso."

Buon pprofondimento

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