Rientro dei capitali: accordo tra Italia e Svizzera, la firma entro il mese

Finestra di 60 giorni per la denuncia volontaria dei capitali all'estero

Sembra ormai fatto l'accordo tra Italia e Svizzera per il rientro dei capitali, dopo più di due anni di trattative difficili che più volte hanno rischiato di interrompersi. Fonti del governo italiano, riportate dall'Ansa, dicono che "siamo vicini a chiudere" ed entro la fine del mese si dovrebbe arrivare alla firma. Ci sarebbero solo alcuni particolari da limare, e la firma potrebbe arrivare già la settimana prossima, il 15 gennaio. A questa farebbe poi seguito una firma "ufficiale" con tanto di cerimonia.

Il 2 gennaio è entrato in vigore il provvedimento sul rientro dei capitali per i Paesi in "black list" che prevede un tempo di 60 giorni per la "voluntary disclosure": perciò la Svizzera (e gli altri Paesi classificati nella lista nera hanno tempo fino al 2 marzo per siglare accordi fiscali con l'Italia ed entrare nella "white list". Questo passaggio non è solo formale perché una volta considerati in regola i Paesi "ex lista nera" in virtù della nuova legge beneficiano di un trattamento fiscale più favorevole in materia di emersione dei capitali.

Con l'accordo Italia-Svizzera, tutte le imprese della Confederazione avrebbero facilitazioni nell'operare con il nostro Paese. L'Italia, dal canto suo, può contare sulla boccata d'ossigeno data dal rientro dei capitali e dal recupero di somme che si temevano ormai perse. Di quanti soldi si sta parlando ancora non si sa, mancando delle stime ufficiali, ma ufficiosamente si parla di una cifra che oscilla tra i 5 e i 6,5 miliardi, l'equivalente di una piccola manovra finanziaria.

Mancano anche stime ufficiali sulla reale entità dei soldi italiani depositati in Svizzera. Secondo il nostro Paese si tratta di almeno 130-15 miliardi di euro, secondo la Svizzera meno di 100. In base alla legge sulla voluntary disclosure chi deciderà di far emergere i capitali esportati avrà uno sconto sulle sanzioni amministrative e i reati penali ma dovrà pagare per intero le tasse. Per i patrimoni leciti come le vecchie eredità o utili societari sottratti al fisco italiano, la sanzione prevede il pagamento delle imposte sui rendimenti per ogni anno di permanenza all’estero, oltre alle sanzioni e agli interessi per il ritardato pagamento e per la mancata comunicazione. Chi vorrà, potrà mantenere i capitali nei forzieri svizzeri, ma dovrà continuare a versare le tasse in Italia.

Chiusa la finestra della denuncia volontaria, chi non avrà accettato l’offerta correrà invece rischi penali rilevanti e dovrà comunque trasferire i capitali in altri paradisi fiscali. Con l'accordo inizia infatti con costante scambio di informazioni, che dal 2018 diventerà automatico, tra Italia e Svizzera per scoprire gli evasori.

Segreto bancario Svizzera

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