La Banca d'Inghilterra lascia il costo del denaro al minimo storico

Il costo del denaro in UK rimane invariato ai minimi storici da sei anni con un'inflazione ai minimi da 12.

La Banca d'Inghilterra ha deciso di lasciare invariato il costo del denaro allo 0,5% al termine del prima riunione di politica monetaria del 2015, ricalcando quanto fatto dalla Federal Reserve, la banca centrale Usa, che non ritiene sia ancora possibile alzare il costo del denaro negli Usa.

La decisione di Bank of England è in linea con le attese, anche perché il tasso di inflazione che paese di sua Maestà è ai minimi da ben 12 anni, gli analisti non credono che il tasso di rifinanziamento principale venga alzato a breve, ci vorrà almeno il terzo trimestre di quest'anno.

Il costo del denaro nel Regno Unito è ai minimi storici da marzo del 2009. La Banca d'Inghilterra inoltre non ha modificato l'importo del proprio programma di quantitative easing a 375 miliardi di sterline, i 4,35 miliardi che arriveranno dalla scadenza di un titolo di Stato il 22 gennaio 2015 saranno utilizzati per l'acquisto di altri bond pubblici di durata compresa tra i 3 e oltre 15 anni.

In questo quadro le borse europee, per niente scosse dall'attento terroristico di ieri a Parigi, sono in rialzo in scia al calo dell’euro, ai minimi da 9 anni sul dollaro, e sull’aspettativa per l'avvio di quantitative easing della Bce in grado di far risalire i prezzi nell'Eurozona piombata in deflazione.

Piazza Affari sale del 2,6% intorno 14, così come la borsa di Parigi. Oltreoceano d'altra parte, sponda Wall Street, arrivano segnali incoraggianti visto che l’occupazione del settore privato è cresciuta più delle attese e la Federal Reserve, nei verbali dell’ultima riunione del suo braccio operativo, non ha mostrato fretta in merito all'aumento dei tassi di interesse, in ogni caso non prima di aprile.

Per la temuta Grexit, l'uscita della Grecia dall'eurozona se vincesse le prossime elezioni politiche di fine gennaio la sinistra radicale di Syriza, il leader del partito Alexis Tsipras ha rassicurato i mercati dicendo che la Grecia non causerà il crollo della moneta unica europea ma che una parte del debito del Paese verso i creditori internazionali va cancellata.

Banca inghilterra tassi invariati

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