Il lento stillicidio dei rimborsi fiscali

Rimborsi fiscali Arriva da Contribuenti.it una denuncia allarmante sui tempi di rimborso Irpef stimati in media intorno ai 12,7 anni per i cittadini italiani. La classifica dei contribuenti più pazienti vede al comando proprio noi italiani, in vantaggio persino sui turchi con 4,2 anni, greci con 3,2 anni, spagnoli con 2,4 anni, francesi con 1,8 anni, inglesi con 1,3 anni, tedeschi con 1,0, austriaci con 0,7 anni, americani con 0,2 anni ed giapponesi con 0,1 anni. Il fisco sembra dunque essersi indebitato fino al collo con i propri cittadini a cui deve la modica cifra di 27,9 miliardi di euro di IRPEF coinvolgendo oltre 11,8 milioni di contribuenti. Cresce il debito (di 12,6 miliardi rispetto a settembre 2003 quando viaggiava sui 15,3 miliardi di euro) ma anche i tempi di attesa che dal 2003 registrano un allungamento medio di circa 5 anni.

Circa un contribuente su 4 (per la precisione il 24%) aspetta dai 10 ai 15 anni per ottenere i rimborsi Irpef, il 60% non meno di 6 anni e solo l’8% ha la fortuna di pazientare da uno a tre anni sono i numeri rilevati dalla settima Relazione Pit Servizi di Cittadinanzattiva.

Per riscuotere il proprio legittimo credito fiscale si è quindi costretti ad un’attesa di 10 volte superiore rispetto a quanto avviene nell’efficientissima Inghilterra o nella puntuale Germania, dove difficilmente si potrebbe assistere ad un accumulo di arretrati del valore complessivo di 27,9 MLD di euro.

Il come e quando dei rimborsi fiscali

La situazione sembrerebbe soggetta ad un lento disgelo, secondo l’ottimistica Agenzia delle Entrate che prevede per il prossimo anno l’erogazione di 2,5 milioni di rimborsi per un importo di 12,5 miliardi, facendo segnare una crescita significativa rispetto ai 10,8 mld del 2006. Sono attualmente in corso di erogazione oltre 1,4 milioni di rimborsi fiscali per un importo di circa 500 milioni di euro. La corsa contro il tempo della macchina fiscale rischia di perdere però un importante traguardo di credibilità per la lotta all’evasione denunciano in molti.

Se sul “quando” ci sono ancora molte incertezze, non molto diversa è la situazione sul fronte del “come” vengano risarciti i crediti.
Le modalità risarcitorie, fa sapere l’Agenzia dipendono direttamente dagli importi dovuti. Se i più piccoli potranno essere riscossi in contanti presso gli uffici postali a partire dal 18 aprile e per 6 mesi previa presentazione del modulo, in corso di graduale spedizione ai contribuenti, e di un documento d’identità valido, per le somme più rilevanti, alla stessa data, è previsto un sistema di accreditamento direttamente sul conto corrente bancario o postale, che i contribuenti devono provvedere a comunicare all’Agenzia delle Entrate.
Nei casi definiti “residuali”, a partire dal mese di aprile, i rimborsi arriveranno gradualmente al domicilio dei contribuenti mediante vaglia cambiario della Banca d’Italia.

L’obiettivo e’ quello di arrivare in un tempo ragionevole ad azzerare lo stock dei rimborsi accumulatisi nel tempo a partire da quelli di piccola entità e riportare le dimensioni del fenomeno entro limiti fisiologici.
Proprio per agevolare tale processo l’Agenzia delle Entrate ricorda, in vista delle prossime dichiarazioni dei redditi, che utilizzando il modello 730 è possibile ottenere l’eventuale credito in busta paga o con la pensione entro alcuni mesi. Inoltre e’ stata ampliata la possibilità di compensare debiti e crediti utilizzando il modello F24. Un modo semplice per evitare alla radice la formazione dei crediti e agevolare l’azzeramento dello stock storico.

Numeri utili

Per ridurre i tempi di erogazione dei rimborsi accumulatisi nel tempo e renderne più sicura la riscossione, è utile fornire all’Agenzia delle Entrate le coordinate del proprio conto corrente bancario o postale, comunicandole da casa tramite Internet (www.agenziaentrate.gov.it > servizi > servizi telematici), oppure, recandosi presso un ufficio locale dell’Agenzia.
L’Agenzia delle Entrate precisa inoltre che i dati delle coordinate dei conti correnti bancari o postali, per motivi di sicurezza, non devono essere forniti per telefono o per fax. Per ogni informazione sono a disposizione gli uffici locali ed i servizi di assistenza telefonica: 848800444 (tariffa delle telefonate urbane a tempo), i Centri di Assistenza Multicanale, dalle ore 9 alle 17 dal lunedì al venerdi e dalle 9 alle 13 il sabato 800100645 (gratuito), e i Call Center rimborsi negli stessi orari.

Sulla riforma del fisco e della riscossione, Contribuenti.it annuncia di aver attivato il servizio Sos rimborsi fiscali (tel. 0642828753) gratuito per tutti i contribuenti che vogliono conoscere tutte le modalità per ottenere in tempi celeri i sospirati rimborsi fiscali.

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