Giappone: manovra record per il welfare, 680 miliardi di euro

Il Giappone approva una manovra finanziaria record per il welfare in un Paese sempre più vecchio.

Il Giappone invecchia e il governo di Shinzo Abe approva un budget da record per il welfare. Secondo la Reuters, infatti, verranno stanziati 680 miliardi di euro (pari a 96,3 mila miliardi di yen) per una manovra finanziaria mai vista prima nel Paese del Sol Levante. Soldi che serviranno anche per uscire dalla recessione.

Il giorno di capodanno sono state rese note le stime del ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare relative al 2014: i decessi hanno superato il milione e duecentomila (numero in crescita costante negli ultimi cinque anni), le nascite si sono attestate appena sopra al milione. Un funzionario del governo, all'agenzia Kyodo, ha sparso pessimismo: "Il declino è inevitabile vista la continua diminuzione di donne in età fertile".

Bisogna pensare agli anziani, insomma. Entro il 2060 la popolazione giapponese - che oggi conta 128 milioni di persone - potrebbe ridursi di un terzo. Gli ultra sessantenni saranno oltre il 40 per cento della popolazione totale. Secondo l'Istituto nazionale per la ricerche sulla popolazione e la previdenza sociale di Tokyo, se il tasso di natalità restasse sui livelli compresi tra 1,3 e 1,4 bambini a donna, quello giapponese diverrebbe il calo demografico più rapido al mondo.

E ancora: nei prossimi 10 anni, un giapponese su cinque tra i 65enni sarà affetto da demenza senile, uno su tre nel 2060. Il sistema sanitario e previdenziale, di contro, è sempre più oneroso per le casse dello Stato. Da qui, la manovra approvata ieri, con obiettivi dichiarati: rilanciare l'economia nazionale, confermando gli investimenti nel settore delle opere pubbliche (40 miliardi di euro), dimezzare il deficit (che oggi ammonta al 227 per cento del Pil), per arrivare al 2020 (anno delle Olimpiadi di Tokyo) al pareggio di bilancio.

Ci sarà quindi un aumento della spesa per il welfare di mille miliardi di yen (poco più di 70 miliardi di euro) e un investimento maggiore nel comparto difesa (5 mila miliardi di yen, circa 35 miliardi di euro), con una crescita del 2 per cento rispetto al 2014. Il governo Abe, dopo aver approvato la riforma, è parso molto ottimista. Il ministro delle Finanze, Taro Aso, ha detto:

"Con questo budget possiamo approvare in maniera appropriata i problemi del Paese. Stimoliamo le economie locali e il welfare. Con la revisione del fisco del prossimo anno, favoriremo la ripresa e consolideremo le finanze pubbliche".

Del resto, Abe aveva praticamente carta bianca dopo l'affermazione alle ultime elezioni. E il governo si auspica l'incremento delle entrate fiscali dovute all'aumento della tassa sui consumi (dal 5 all'8 per cento), entrato in vigore ad aprile 2014. Che dovrebbe ridurre l'emissione di bond. La tassa dovrebbe poi aumentare ancora, fino al 10 per cento, ma in questo caso non è stata confermata la data di fine 2015. Se ne riparlerà ad aprile 2017.

Shinzo Abe

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