Investment compact: governo Renzi a caccia di grandi investitori

Investment compact: cos'è e come funziona. Misure per i grandi investitori, le pmi innovative, il credito e le banche.

Si chiama investment compact ed è il piano allo studio del governo Renzi che mira a rassicurare i grandi investitori, soprattutto esteri, e a favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese innovative. Un programma per avviare investimenti e nuove aziende, ma non solo: far rientrare o almeno frenare i cervelli in fuga e una estensione del fondo di garanzia gestito dal Mes. Il tutto con regole certe che non mutano in modo retroattivo per i grossi investitori.

Il fine dell'investment compact, il pacchetto per gli investimenti, praticamente a costo zero, sarebbe quello di rassicurare capitani d'industria italiani e stranieri sulla bontà dei “grandi investimenti produttivi” nel Belpaese.

Ad anticipare la bozza di decreto legge dell'investment Compact, formato da 21 articoli, è stata due giorni fa la Repubblica.

Come funziona Investment compact


Per chi voglia fare investimenti superiori ai 500 milioni di euro, per importi annuali non sotto i 100 milioni di euro, è prevista a una procedura di ruling con la garanzia di non vedersi poi cambiare le regole in corso d'opera, specialmente in campo fiscale, vedi lo scandalo Lux-leaks che ha fatto finire nell'occhio del ciclone, ma senza alcuna conseguenza per lui, il neo presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker ex primo ministro del Lussemburgo dal 1995 al 2013.

Fisco, tempi biblici della giustizia civile, eccesso di burocrazia e mafie sono come si sa tutti elementi che allontanano gli investitori. Ma c'è anche un altro non irrilevante problema quello del persistente credit crunch:

al fine di favorire l'accesso al credito non bancario da parte delle piccole e medie imprese, la garanzia del fondo centrale di garanzia può essere concessa anche a favore di imprese di assicurazione, nonché degli organismi di investimento collettivo del risparmio.

Così prevede la bozza di decreto legge volta a favorire gli investimenti. Nella parte del decreto relativa al cosiddetto piano salva-banche:

la garanzia del fondo può essere concessa, a titolo oneroso, su titoli emessi da società a fronte di operazioni di cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti, anche già erogati, nei confronti di piccole e medie imprese.

Si intende insomma:

garantire l'adeguamento dell'ordinamento italiano alle politiche in atto da parte della Banca centrale europea e, in particolare, al cosiddetto "Asset-backed securities purchase programme" che prevede l'acquisto delle cosiddette "mezzanine tranches" di titoli derivanti da cartolarizzazione, purché forniti di specifica garanzia".

Per le banche è prevista pure una tassazione agevolata per i social bond, titoli di risparmio ad hoc finalizzati a sostenere progetti sociali o etici. Presente nella bozza di decreto anche un articolo sul rientro dei cervelli all'estero con norme ancora però nella fase di dibattito. E ancora sarà istituito per le Pmi innovative un registro apposito e potranno avvalersi, come le start up, del crowdfunding.

Tra i requisiti per essere ritenute innovative pmi e start-up dovranno destinare una quota di almeno il 5% per spese di ricerca e sviluppo e impiegare chi ha o chi sta svolgendo un dottorato per almeno un terzo dei dipendenti o collaboratori o ancora avere la titolarità di almeno una privativa industriale. Il governo intende varare l'Investment compact nella riunione del Consiglio dei ministri del 20 gennaio prossimo.

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