Partite Iva, più tasse. Poletti: "il governo ha sbagliato, rimedieremo"

Aumento dei contributi fino al 33% nel 2018. Poletti "faremo presto". Poi ammette: con il Jobs act non ci sarà nessuna netta riduzione del numero di disoccupati in pochi di pochi mesi

Sulle partite Iva il governo ha sbagliato, un errore a cui si rimedierà presto promette oggi il ministro del lavoro Giuliano Poletti. L'aumento dei contributi Inps per le partita Iva è previsto fino al 33% nel 2018 (dal 27% di oggi), sullo stesso livello dei lavoratori dipendenti.

Per chi rientra nei regimi ordinari Confprofessioni Lazio ha stimato poi un incremento della tassazione intorno al 500%, con aliquota che passa dal 5% al 22,48% per l’area tecnica, che sale al 23,77% per l’area economico-sociale, al 24,58% per quella sanitaria e al 25,11% per l’area giuridica. Un salasso.

Senza dimenticare l'aumento dei contributi per autonomi e professionisti previsto dal nuovo regime dei minimi, dal 2015 in poi si parla di tasse in più per 700 euro l'anno per fatturati fino a 15 mila euro.

Misure che hanno scatenato la reazione del popolo delle partite Iva già penalizzato da un regime di tassazione tra i più alti d'Europa e discriminato dall'esecutivo Renzi rispetto ai 10 milioni di lavoratori dipendenti che da maggio scorso prendono il bonus Irpef da 80 euro.

Il governo ammette Poletti:

"ha commesso un errore nella costruzione della norma".

La faccenda ha aggiunto il ministro è "all'ordine del giorno" e:

"faremo presto. Non si aspetterà la prossima legge di stabilità".

Sul Job act invece Poletti rassicura gli statali affermando che secondo la sua interpretazione i decreti relativi al Jobs act non valgono per il pubblico impiego: insomma l'articolo 18 rivisto (in realtà rottamato, ora è molto più facile licenziare) non si applica a i lavoratori della pubblica amministrazione, per farlo servirebbero norme di raccordo.

Sulla ripresa occupazionale Poletti appare cauto. Con il Jobs act non ci sarà nessuna netta riduzione del numero di disoccupati in pochi di pochi mesi:


"Bisogna avere pazienza per esaminare sistematicamente gli esiti di quanto abbiamo fatto. Perché, da sempre, in seguito a ogni crisi economica, l’occupazione è l’ultima cosa che riparte. Abbiamo un mese di tempo per mettere a punto la parte essenziale dei decreti attuativi del Jobs act. E uno dei primi sarà quello riguardante la lotta alla precarietà. È un impegno che abbiamo assunto e vogliamo rispettarlo"

ha detto il ministro inaugurando un ciclo di seminari organizzati dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in occasione del 15° anniversario della facoltà di Economia. Chi vivrà vedrà.

PARTITE IVA più tasse

  • shares
  • Mail