Telecom non risponde alla chiamata dell’efficienza di servizio

Efficienza telefonia fissa Non c'è ombra di dubbio, la maglia nera per disservizi e inefficienze spetta a pieno diritto alla telefonia fissa che si aggiudica il maggior numero di lamentele da parte degli utenti. Secondo quanto contenuto nel VII Rapporto Pit Servizi infatti nel 2006, il maggior numero di reclami riguardano i servizi telefonici: il 47% seguiti a lunga distanza dai servizi bancari, con il 12% delle segnalazioni; questa percentuale, però, é in deciso calo- 15% in meno- rispetto all'anno precedente. Seguono la pubblica amministrazione, l'energia ed i trasporti ( 9 e 8% delle lamentele), i servizi postali ed assicurativi (5% ciascuno).

Un triste quanto previsto primato quello della telefonia fissa, su cui si concentrano gli sforzi dell'Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni nella persona di Calabrò, che ha presentato durante un'audizione alla Camera un rapporto dal titolo: "Inefficienze e disservizi nel settore della telefonia fissa".

"In un anno l'Autorità deve gestire mediamente circa 6.000 denunce di utenti per lamentati disservizi ed inefficienze degli operatori: oltre il 50% delle quali riguarda servizi telefonici non richiesti" dice Calabrò. Violazioni che l'Autorità ha sanzionato per oltre 1.500.000 euro, mentre la somma dei versamenti relativi alle ordinanze di archiviazione per oblazione ammonta a oltre 2.200.000 euro".

Sembra cambiare progressivamente la natura delle lamentele che accusano crescenti problemi infrastrutturali, chiaro sintomo di una graduale diminuzione negli investimenti di rete.

Ma le richieste di intervento, telefoniche e scritte, continuano a crescere senza rallentare la corsa, sebbene solo una piccola parte (10-15%) siano effettive denunce di violazioni procedibili su cui l'Autorità è competente ad intervenire.
Calabrò si dice ottimista sul fronte dei prezzi dei servizi documentando una diminuzione nell'ordine del 18% dal 1998, anno di nascita dell'Autorità a oggi.
"I prezzi dei servizi di telefonia sono scesi dell'1,2%, mentre - sostiene Calabrò - l'indice dei prezzi al consumo è aumentato del 2,1%. E nei primi due mesi del 2007 i prezzi dei servizi telefonici sono diminuiti dello 0,6 per cento", frutto di una matura politica di liberalizzazione regolamentata del settore.

A giudizio di Calabrò, le inefficienze e i disservizi nel settore della telefonia fissa sono una patologia oggi in fase ancora acuta con ampi margini di miglioramento grazie a prospettate politiche riformiste di separazione fra fornitore di servizi ed attività di rete.

"Nella telefonia fissa il rafforzamento delle regole di separazione fra fornitore di servizi ed attività di rete comporterà un deciso salto in avanti verso una maggiore trasparenza delle transazioni economiche, una più efficiente gestione dei rapporti tra operatori e utenti, un assetto più concorrenziale. Quindi meno disservizi, meno inefficienze e più qualità dei servizi".

Un modello tutto inglese alla British Telecom si prospetta per la compagnia telefonica nazionale, ormai pronta per la creazione di una next generation network. Dall'incontro tenutosi ieri tra Calabrò e il Ministro per le comunicazioni Paolo Gentiloni, emerge la voglia di un sistema infrastrutturale indipendente e svincolato dalla parte commerciale, ma soprattutto rinnovato nella sua dorsale. Addio quindi al doppino in rame e benvenuta fibra ottica a 5 megabit al secondo. Trema di fronte a questi rivoluzionari progetti tecnologici Telecom che ha preventivato un investimento molto poco remunerativa di 6,5 miliardi in 10 anni. Certamente la partita si giocherà nei prossimi mesi e non avrà durata breve visto le difficoltà incontrate oltre Manica nella definizione del perimetro di scorporo e nell'assegnazione degli investimenti infrastrutturali.

Quel che è certo è che l'Authority è fortemente intenzionata a sradicare un " modello di concorrenza che a volte non rifugge da colpi bassi, da artifizi atti a carpire la buona fede dei consumatori, da clausole capestro ad attivazione e fatturazione di servizi non richiesti" ricorrendo ad una strategia tripode:


    1- un piano regolamentare, dettando una disciplina puntuale delle forme di interazione fra utenti e gestori;
    2- un piano della vigilanza e della repressione degli abusi e delle violazioni commesse a danno degli utenti;
    3- un piano della composizione delle controversie fra gestori ed utenti in forma semplificata ed accessibile da questi ultimi, dando risposte dirette ai casi concreti.

Rimarremo sintonizzati su questo canale per il lieto fine…

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