Misery Index: il disagio sociale al top dal 2007

Pesa soprattutto l'aumento della disoccupazione.

Rischio povertà sud

Il Misery index è un indice economico basato sulla somma del tasso d'inflazione e del tasso di disoccupazione, due valori che, correlati, darebbero il tasso di disagio sociale in un paese secondo l'economista Arthur Okun che l'ha creato. Stando a questo indicatore, il disagio sale in Italia. Le stime della Confcommercio spiegano come il valore abbia raggiunto a novembre quota 22 punti: una crescita dello 0,3% rispetto al mese di ottobre.

Si tratta del valore più alto mai toccato da quanto "l'indice di miseria" viene calcolata in Italia, e cioè dal gennaio 2007. "Ciò è imputabile all'incremento della disoccupazione estesa (0,2 punti) e al modesto aumento dell'inflazione dei beni e servizi ad alta frequenza d'acquisto", così scrive la Confcommercio in una nota, sottolineando come:

A novembre il tasso di disoccupazione ufficiale è salito ulteriormente attestandosi al 13,4%, in aumento di un decimo di punto rispetto ad ottobre e di nove decimi nei confronti di un anno prima. I disoccupati si sono attestati a 3 milioni 457mila unità (+40mila sul mese precedente e +264mila rispetto a novembre del 2013). Il numero di occupati è sceso di 48mila unità rispetto ad ottobre. Nel mese di novembre sono state autorizzate 85 milioni circa di ore di CIG, in calo rispetto ai 118,2 milioni di ottobre e ai 116,3 milioni dello stesso mese del 2013.

Sale anche il numero di "scoraggiati", ovvero di coloro i quali né studiano, né lavorano avendo ormai perso ogni speranza. Il loro numero è stimato in crescita di 8mila unità portando, a novembre, questa componente delle forze di lavoro potenziali a circa 909mila unità. A novembre l'incremento dei disoccupati, ufficiali e non, ha determinato un innalzamento di 0,2% percentuali del tasso di disoccupazione esteso salito al 17,3%. Nello stesso mese l'inflazione dei beni e dei servizi ad alta frequenza è salita allo 0,2% (0,1% ad ottobre).

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