FMI taglia stime Pil Italia: +0,4% nel 2015

Sforbiciata alle stime sulla crescita globale nel 2015-16, data a +3,5% da +3,7% precedente. Bene gli Usa, la Cina cresce ai minimi dal 1990. Il World Economic Outlook aggiornato del FMI.

Il Fondo monetario internazionale taglia le stime di crescita del Pil italiano del 2015 e 2016 di mezzo punto percentuale. L'Italia anche nel 2015 sarà il paese fanalino di coda del G7 secondo le previsioni contenute nel World Economic Outlook del Fondo monetario internazionale (Fmi).

Il Pil dell'Italia crescerà dello 0,4% nel 2015 e massimo dello 0,8% nel 2016, previsioni riviste al ribasso rispetto alle precedenti stime di ottobre che vedevano una crescita dello +0,9% per quest'anno e dell'1,3% il prossimo. Secondo le recenti stime di Bankitalia il Pil crescera dello 0,4% quest'anno e dell'1,2% il prossimo.

Nel 2014 secondo l'organizzazione economica di cui fanno parte 188 paesi il Pil italiano si è contratto dello 0,4%. Il Fondo taglia pure le stime sulla crescita globale la quale dovrebbe "aumentare moderatamente" nel 2015-2016, diminuendo dello 0,3% rispetto alle precedenti stime, per attestarsi a +3,5% e del +3,7%.

Per il 2014 la crescita è stata del 3,3%. Anche le previsioni di crescita relative all'eurozona sono state sforbiciate, il Pil dovrebbe crescere fino all'1,2% nel 2015 e dell'1,4% nel 2016, contro +1,4% e +1,7% rispettivamente stimati a ottobre.

Va meglio negli Stati Uniti dove l'economia nel prossimo biennio dovrebbe trainare la ripresa delle economie avanzate: il Pil Usa è visto in crescita del 3,6% nel 2015 e del 3,3% nel 2016, dopo il +2,4% registrato nel 2014.

A spingere la crescita la domanda domestica "supportata dal calo del petrolio", un aggiustamento fiscale "più moderato" e ancora il supporto da "una politica monetaria accomodante, nonostante il progetto di un graduale rialzo dei tassi di interesse" dopo 6 anni quasi di quantitative easing. L'unica criticità rilevata riguarda un possibile calo dell'export come conseguenza dell'apprezzamento del dollaro sull'euro.

La Cina invece rallenta la sua corsa, con un Pil 2014 a +7,4%, per la crescita più bassa da 1990, con "importanti impatti" sull'intera economia in Asia. Il Prodotto interno lordo cinese è stimato al +6,8% nel 2015, cioè -0,3 punti percentuali sulla precedente stima, e al +6,3% nel 2016 (-0,5%). Per l'India si prevede invece un aumento del Pil del 6,3% nel 2015 (-0,1%) e del 6,5% nel 2016, come la precedente stima.

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