Il Robin Hood delle tariffe telefoniche che ruba ai consumatori per dare ai gestori

Tariffe telefoniche Cambiano faccia e costi le nuove tariffe dei vettori telefonici che per recuperare i costi di ricarica aboliti dal governo si rifanno sui consumatori. Le strategie dei singoli gestori cambiano nella forma ma non nella sostanza a detta delle varie associazioni consumatori…ritocchi all'insù per tutti.

Un interessante articolo pubblicato su La Repubblica analizza le principali mutazioni tariffarie dei singoli operatori, mettendo ai vertici della classifica del più disonesto Wind.

Wind

Rincari a tappeto riguardano non solo i nuovi utenti ma anche gli abbonati storici che si vedranno cambiare a partire dal 1 maggio il piano tariffario Wind 10 in Wind 12 e da Wind Sempre Light a Wind Senza scatto New, con la possibilità di accettare o rifiutare la proposta (con il conseguente cambio di operatore) entro 30 giorni dall'avviso.
In più, dal 16 aprile cambiano i costi per navigare sul cellulare (triplicano, per il traffico fuori dal portale mobile di Wind). Va detto però che nonostante i rincari "Wind resta l'operatore low cost italiano, in linea di massima", dice Marco Bulfon, responsabile inchieste di Altroconsumo. "Abbiamo fatto confronti tariffare in base a tre profili d'uso- aggiunge: con circa 15 euro di spesa al mese, la tariffa più economica è Tim Club; ma per una fascia più alta, 40 euro al mese, risulta vincitore Wind 5 New. È la più economica una tariffa Wind anche nel caso di chi manda molti Sms: Senza Scatto New con Opzione Wind 6 Sms (circa 35 euro al mese)".

Wind ha inoltre introdotto un balzello prima inesistente sulle operazioni di cambio tariffa: un costo di 7 euro. Pur in direzione di un piano tariffario meno vantaggioso del vecchio Wind10, non è da escludere anche l'ipotesi di un passaggio ad altro operatore: tuttavia questa operazione comporta sempre un costo non inferiore a 5 euro.

Tim

Lanciata prima del decreto Bersani la tariffa Tim Club risulta una delle più apprezzate per i suoi 19 centesimi a minuto (9 cent verso tre numeri a scelta, Tim o di rete fissa) e nessuno scatto alla risposta. Il dopo Bersani però vede il fiorire di una serie di offerte "Tutto compreso" contraddistinte da un canone (30, 60 o 90 euro al mese) che include il cellulare e una certa quantità di traffico (Tutto Compreso 30 prevede 250 minuti di chiamate verso tutti i numeri nazionali).
Gli aumenti in questo caso riguardano i prezzi per accedere al portale mobile: lo scatto è passato da 20 a 28 cent.

Indicative le stime di Telecom Italia in sede di presentazione del piano industriale sull'impatto del decreto Bersani sulle perdite dei gestori ridotte da 1,400 a 800 milioni grazie ad alcune mosse degli operatori, dalla riduzione della commissione offerta ai tabaccai (ricordiamo lo sciopero di qualche tempo fa), all'introduzione di numerose tariffe a canone (per invogliare i consumatori al traffico), alla creazione di ricariche personalizzate a più tagli (8,9 e 13 euro).

Vodafone

Stravolge completamente la propria offerta commerciale sui vecchi piani tariffari, di cui ne rimangono solo 2 su 5 mentre scompare del tutto "happy ricarica", finora la più conveniente. I nuovi piani sono "You and Vodafone", 19 centesimi per lo scatto alla risposta e uno, sette o 30 centesimi al minuto dipendentemente dal numero, e dunque l'operatore, che si chiama. Poi c'è "Zero Limits" , sei euro al mese e mille minuti di chiamate ai numeri Vodafone, e infine "Vodafone tutti": scatto di 16 centesimi piu' 12 centesimi al minuto ma solo per chi ricarica il telefonino di almeno 15 euro al mese.

3 Italia

Più statica sulle rivoluzioni/involuzioni tariffarie 3 che ha semplicemente eliminato le ricariche Power (che, ai tempi pre-Bersani, davano bonus di traffico) e ha aumentato, da 6 a 9 euro, il costo per cambiare il piano tariffario.

Un aiuto concreto alla scelta della tariffa ideale lo propone Consumatori e Utenti con un software online di confronto tariffe ideali.

Tra gli altri escamotage adottati dalle compagnie telefoniche a recupero dei costi pare ci sia l'illecito mantenimento, e in alcuni casi addirittura innalzamento, della penalità per recesso, debitamente mascherata dalla voce "costi". Lo segnala Adiconsum che invita l'Autorità a sorvegliare sulle presunte irregolarità e i consumatori a presentare reclamo per tentare una risoluzione della questione mediante la procedura conciliativa.

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