Manifattura, Pmi Italia meglio di stime ma sotto soglia 50. In Eurozona crescita ridotta

Il settore manifatturiero italiano resta in contrazione ma c'è qualche segnale di schiarita. Pmi manifattura Eurozona ai messimi da 6 mesi.

L'attività della manifattura italiana frena il suo rallentamento a gennaio 2015. Nella prima rilevazione dell'anno l'indice Pmi elaborato da Markit/Adaci sale 49,9 punti da 48,4 punti di dicembre, meglio delle stime degli analisti che avevano previsto 48,8 punti, ma pur sempre al di sotto di soglia 50 punti che separa la fase di espansione da quella di contrazione del ciclo.

L'indagine mensile sui direttori acquisto di categoria mostra un dato di un punto e mezzo oltre il dato di dicembre, quando era stato toccato il minimo degli ultimi diciannove mesi.

Il sotto indice dei nuovi ordini rimane negativo anche se sale a 47,8 da 47,0 di dicembre. In crescita per la prima volta da settembre scorso è la voce dell'indice generale relativa alla produzione ma solo per la categoria dei beni di consumo.

Qualche segnale positivo arriva anche dalla componente occupazione ma per parlare di un trend in progressivo miglioramento è troppo presto. Secondo il ministero dell'Economia gli ultimi dati Istat sul clima di fiducia - tra l'altro lieve calo nel caso del settore manifattura - anticipano "diverse novità positive" sul fronte macroeconomico. L'indice di fiducia dei consumatori a gennaio è salito a 104,0 dal 99,9 di dicembre e quello delle imprese a 91,6 da 87,6.

Nell'area euro invece il Pmi manifattura sale a 51 punti, ai massimi da sei mesi, da 50,6 di dicembre, ma per una crescita che rimane ridotta. La lettura finale di Markit/Adaci è in linea con le stime. L'indice Pmi manifatturiero della Germania invece a sorpresa è calato a gennaio a 50,9 punti da 51 di dicembre mentre in Francia continua la flessione, l'indice scende a 49,2 punti da 49,5 precedenti.

PMI manifattura gennaio 2015

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