Cambia il paniere ISTAT: nel 2015 dentro anche il car sharing

Le nuove voci del paniere Istat, come mutano le abitudini di consumo degli italiani sempre alla prese con la crisi. I Consumatori: il paniere non tiene conto del crollo dei consumi

Aggiornamento 12:30. Il nuovo paniere dell'Istat per il calcolo dell'inflazione secondo l'Unione dei Consumatori non tiene conto del crollo dei consumi: "il confronto tra le due analisi (tra nuovi e vecchi pesi, Ndr) dimostra che i pesi ufficiali Istat non corrispondono ai consumi reali delle famiglie, perché non tengono conto della crisi e del crollo delle spese in atto". L'Istat secondo i consumatori sopravvaluta il peso di spese non obbligate che la recessione ha fatto invece crollare come ad esempio "Servizi ricettivi e di ristorazione", voce che per l'Istat pesa 11,1555, mentre in realtà peserebbero solo 5,6965, 5,4590 in meno. Stessa cosa per "Abbigliamento e calzature", che per l'Istat pesa 7,0229 ma nella realtà pesa solo 4,6264. Di contro viene sottovalutato il peso di spese necessarie come "Abitazione, acqua, elettricità e combustibili" che l'Istat quantifica nell'11,5963 % del totale e che invece contano per il 35,2311%, ovvero +23,6348.

Il paniere dell'Istat per il 2015 cambia veste. L'elenco dei prodotti utilizzato per il calcolo dell'inflazione muta sulla scia delle nuove abitudini di consumo delle famiglie rilevate dall'Istituto nazionale di statistica.

Cosa entra e cosa esce. Per esempio nel paniere entrano car e bike sharing (in condivisione per risparmiare) ma anche i biscotti e la pasta senza glutine, la birra analcolica, le bevande al distributore automatico, il caffè al ginseng al bar e l'assistenza fiscale per calcolo delle imposte sugli immobili.

Escono invece dal paniere il registratore dvd, il navigatore satellitare, l'impianto hi-fi e il corso di informatica, che non rappresentano più consumi consolidati nelle abitudini di spesa delle famiglie italiane

Nel dettaglio per il 2015 il paniere utilizzato per il calcolo dell'inflazione spiga l'Istat ha al suo interno 1.441 prodotti, sei in meno che nel 2014, aggregati in 618 diverse classi o posizioni rappresentative, dalle 614 precedenti.

Il lieve calo è da attribuire a una migliore definizione dei varie tipologie di ortofrutta. È stato poi introdotta la voce "Assistenza fiscale per il calcolo delle imposte sull'abitazione" a completamento della posizione "Assistenza fiscale alla persona".

Il maggior ricorso all'assistenza fiscale è imputabile secondo l'Istat alla nuova tassa sui servizi indivisibili dei comuni, la Tasi, in pratica l'ex Imu sulla prima casa, il cui calcolo crea non poche difficoltà ai contribuenti.

Anche nel 2015 restano ottanta i comuni capoluogo di provincia che concorrono alla stima dell'indice dei prezzi al consumo. Le divisioni di spesa che hanno il peso relativo maggiore per il calcolo dell'indice Nic sono i prodotti alimentari e le bevande analcoliche (16,5%), i trasporti (13,8%). A seguire casa, acqua, elettricità e combustibili (11,6%), servizi ricettivi e di ristorazione (11,2%).

Paniere ISTAT 2015

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