Settore servizi italiano in ripresa ma occupazione sempre in calo

Pmi servizi Italia a 51,2 punti, ma ordini in calo e licenziamenti ai massimi da 9 mesi. Il dato non è poi così incoraggiante, come spiega Phil Smith economista di Markit. Nell'area euro Pmi servizi al top da 5 mesi.

Il settore dei servizi italiano mostra segnali di ripresa a gennaio secondo il sondaggio sui mensile sui direttori acquisti delle aziende elaborato da Markit Economics ma i nuovi ordini e l'occupazione del settore sono ancora in calo, la recessione dispiega ancora, eccome, i suoi effetti.

L'indice Pmi composito italiano, manifattura più servizi, sale a gennaio 2015 a 51,2 punti da 49,4 di dicembre, sopra le attese che erano ferme a 50,1 punti. Come si sa 50 è la soglia spartiacque tra la fase di espansione e quella di contrazione del ciclo.

È stato il comparto servizi a trainare il composite index italiano, il solo settore terziario infatti tocca 51,2 punti contro una previsione degli economisti di 49,9 punti mentre il Pmi manifattura si è contratto a gennaio per il quarto mese di fila rimanendo sotto soglia 50.

Phil Smith, economista di Markit, a commento dei dati sul Pmi servizi spiega a Reuters perché questi sono meno rosei di quanto può sembrare a una prima e superficiale lettura:

"Gennaio ha visto un rimbalzo dell'attività tra i fornitori di servizi dopo il leggero calo della fine dello scorso anno, ma guardando più da vicino i dati non sono così incoraggianti. (...) Sia l’entrata dei nuovi ordini che l’occupazione hanno subìto una contrazione a tassi più rapidi, mentre le aziende hanno tagliato di netto le tariffe cercando disperatamente di catalizzare l’interesse dei clienti. Migliorata è la fiducia, che ha recuperato parte del pessimismo registrato nei mesi passati, pur rimanendo ancora debole rispetto agli standard storici".


Il sotto indice relativo ai nuovi ordini nel variegato settore servizi è sceso a gennaio a 48,8 punti dai 49,3 di dicembre, per la flessone più ampia da novembre 2013. Le aziende alla debolezza della domanda hanno fatto fronte con nuovi licenziamenti, ormai più facili "grazie" al Jobs act, che hanno raggiunto il valore più alto da 9 mesi a questa parte.

Sull'occupazione il dato appare in contrasto con i numeri forniti la scorsa settimana dall'Istat e relativi a dicembre che parlano di un calo del tasso di disoccupazione.

Nell'eurozona invece l'indice Pmi composito a gennaio sale 52,6 punti da 51,4 di dicembre, ai massimi da 5 mesi, sempre in base alla lettura finale di Markit, con l'indice dei servizi salito a 52,7 da 51,6 precedenti. In Germania il Pmi composito è salito a 53,5 punti da 52,6, sopra le attese. Bene anche la Spagna con l'indice che tocca i 56,9 punti contro le stime ferme a 54,6. In Francia sia la manifattura che i servizi sono invece ancora in contrazione, con il Pmi composito che cala a 49,3 punti da 49,5 di dicembre.

Indice PMI servizi gennaio

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