Confcommercio: stagnazione e deflazione confermate

Il sentiment delle famiglie e delle imprese a gennaio 2015 fa registrare un recupero. Trend inflazionistico confermato anche a febbraio

L’indicatore dei Consumi di Confcommercio (ICC) conferma la stagnazione e che la ripresa rimane tutta da costruire. L'ICC a dicembre mostra una diminuzione dello 0,1% rispetto a novembre e dello 0,8% su base annua.

Nell'intero 2014 l’ICC evidenzia una diminuzione dei volumi dei beni e servizi acquistati dalle famiglie dello 0,7%, in attenuazione rispetto al crollo rilevato nei due anni precedenti (-6,7% cumulato).

Negli ultimi mesi dell'anno è stata dunque rilevata una certa stabilizzazione dei consumi che pur nel quadro di una stagnazione dura a morire fa intravedere i primi segnali di miglioramento. Se il trend si consoliderà nei prossimi mesi si potrà parlare di una ripresa del sistema.

Sul fronte della fiducia, il sentiment delle famiglie, a gennaio 2015 fa registrare un recupero con giudizi positivi che crescono sia in relazione al clima economico che personale degli intervistati, sia per le attese sul futuro.

Anche lato imprese a gennaio, le aspettative appaiono in fase di miglioramento. L'indice sintetico del clima di fiducia è salito al livello più elevato degli ultimi anni, come risultato di aspettative non omogenee tra chi opera nei diversi settori produttivi.

I riscontri positivi sono arrivati dai comparti delle costruzioni e dei servizi di mercato, mentre c'è da segnalare il forte calo del commercio. La riduzione congiunturale dell’ICC a dicembre rispetto a novembre è la sintesi di un aumento dello 0,1% della domanda per la componente relativa ai servizi e di una diminuzione dello 0,2% della componente relativa ai beni.

La diminuzione su base annua dell’ICC di dicembre (-0,8%) è maggiore di quella rilevata il mese precedente ed è data dal calo (-1,3%) della domanda relativa ai servizi e da una flessione della spesa per i beni (-0,6%). A dicembre 2014 si sono riscontrate variazioni positive su base tendenziale solo per i beni e servizi per le comunicazioni (+1,9%) e per i beni ed i servizi per la mobilità (+1,4% grazie all'aumento delle vendite di auto ai privati).

Sulla base delle dinamiche assunte dalle variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo l'ufficio studi di Confcommercio stima a febbraio 2015 una diminuzione dei prezzi dello 0,1% rispetto a gennaio e dello 0,6% su base annua, per una tendenza deflazionistica che, in atto da alcuni mesi, si conferma come effetto del ribasso degli energetici, solo in parte attenuato dal calo dell’euro, e del perdurare di una fiacca dinamica dei consumi.

Consumi a picco Icc febbraio 2015

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