UE: "L'Italia in deflazione nel 2015. Aumenterà la disoccupazione"

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Questa mattina la Commissione Europea ha aggiornato le previsioni economiche per l'anno 2015, sulle quali aveva già pubblicato un documento nel novembre scorso. Stando alle proiezioni macroeconomiche l'Italia dovrebbe uscire dalla recessione nell'anno corrente, con un incremento del Prodotto Interno Lordo dello 0,6% dopo la contrazione economica registrata nell'ultimo triennio. Si tratterà comunque di un aumento dovuto perlopiù all'incremento delle esportazioni (stimato ad un +3,4%) piuttosto che ad una crescita della domanda interna.

Il calo dei prezzi, in particolar modo dovuto al ribasso del costo del petrolio e quindi anche dell'energia, non si tradurrà infatti in un aumento dei consumi da parte delle famiglie italiane. L'Italia vivrà un periodo di deflazione attestabile nello 0,3% e questa contrazione sarà perlopiù dovuta proprio alla diminuzione dei prezzi di energia elettrica (-2,2%) e trasporti (-2,4%), mentre aumenteranno dello 0,1% quelli dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona.

I dati non sono per nulla confortanti per quanto riguarda la disoccupazione, che nel nostro paese non è destinata a diminuire. Ci sarà infatti un incremento dello 0,2% (dal 12,6% al 12,8%) con un concreto rischio di un "effetto di isteresi", e cioè di una mancata reazione ai provvedimenti messi in atto dal governo per combattere il fenomeno. In questo caso quindi la UE considera la riforma del lavoro del governo Renzi potenzialmente in grado di far aumentare l'occupazione, ma questa potenzialità molto probabilmente non si tradurrà poi in un effettivo aumento degli occupati.

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