Alitalia, l'UE dice sì all'ingresso di Poste Italiane: "Non è aiuto di Stato"

La Commissione Ue ha chiuso l'inchiesta sulla partecipazione di Poste Italiane all'aumento di capitale Alitalia.

La Commissione Ue ha chiuso l'indagine preliminare sull'ingresso di Poste Italiane nella compagine azionaria di Alitalia. L'inchiesta era partita a ottobre del 2013 perché Poste Italiane è un'azienda di proprietà pubblica, mentre Alitalia è privata ed era dunque al vaglio l'ipotesi che potesse trattarsi di aiuto di Stato dopo che due parti anonime avevano presentato una ricorso contro questa partecipazione.

Ora però la Commissione è arrivata alla conclusione che l'investimento di 75 milioni di euro di Poste Italiane in Alitalia non è un finanziamento illecito perché, secondo le prove raccolte durante l'indagine, Poste Italiane ha condotto "un investimento secondo gli stessi termini e le stese condizioni di due operatori privati che si trovano in una situazione comparabile".

In realtà la Commissione è arrivata a questa soluzione già lo scorso dicembre, notificandola alle parti anonime che avevano presentato il ricorso contro la partecipazione di Poste Italian all'aumento di capitale di Alitalia e siccome i ricorrenti non hanno reagito a tale decisioni entro i tempi massimi, i ricorsi ora si considerato ritirati e dunque la Commissione chiude la sua indagine preliminare.

Intanto Alitalia, che ormai appartiene per il 49% a Etihad, ha ufficializzato l'intenzione di concentrare lo sviluppo del network della nuova compagnia in America e in Asia. Il nuovo piano strategico prevede infatti il lancio di nuove rotte e l'aumento delle frequenze. Per esempio da Roma Fiumicino partiranno tre voli a settimana per Pechino e quattro per Seoul, poi dal 2016 ci saranno anche tre voli settimanali per Mexico City, per Santiago del Cile e per San Francisco.

Poste Italiane nel salvataggio Alitalia

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