Chi è Hervé Falciani e che cos'è lo Swissleaks

La grande fuga di dati dalla filiale svizzera della Hsbc.

Grazie a un'inchiesta dell'International Consortium of Investigative Journalists si è tornato a parlare della lista Falciani, ossia l'elenco comprendente oltre 100mila nomi di clienti della filiale svizzera della banca britannica Hsbc, che "nascondeva" milioni e milioni di dollari sottraendoli al Fisco dei Paesi di appartenenza.

Ma perché questo elenco si chiama "lista Falciani" e da dove è saltato fuori? La risposta è semplice: Falciani è il cognome di un ex funzionario di quella filiale della Hsbc che nel 2008 ha rubato l'elenco dei clienti e per questo reato è ricercato dalle autorità svizzere con l'accusa di spionaggio economico, sottrazione di dati e violazione del segreto bancario. In realtà siamo noi italiani a chiamarla "lista Falciani", perché all'estero è nota come "Lagarde List", dal nome di Christine Lagarde, oggi direttore del Fondo Monetario Internazionale, ma ministro delle Finanze francese quando Falciani vuotò il sacco. Fu Lagarde a rendere noti ai diversi Paesi i nomi dei loro cittadini che avevano un conto nascosto nella filiale elvetica della Hsbc.

Chi è Hervé Falciani


Hervé Falciani

Hervé Daniel Marcel Falcioni, classe 1972, è un informatico con passaporto francese e italiano, che ha lavorato presso la filiale svizzera della banca britannica Hsbc dal 2001 al 2008. Nel 2006 si è occupato di riorganizzare e migliorare la sicurezza del database della banca, ma la sua proposta non è stata approvata dai dirigenti e così, per due anni, ha copiato i nomi dei clienti su un supporto digitale ritenendo una violazione sistematica dei diritti dei cittadini la sottrazione di fondi che dovrebbero essere utilizzati per l'interesse generale. Insomma, Falciani voleva incastrare gli evasori e ci è riuscito, aiutando molti Paesi a recuperare milioni di dollari di tasse non pagate dai clienti della Hsbc.

Inizialmente Falciani ha cercato la collaborazione delle autorità svizzere, ma non ha avuto successo, allora ha attivato un sistema di allarme a disposizione dei lavoratori che fanno parte dell'Associazione svizzera dei banchieri e che è in contatto diretto con il governo. Nel frattempo è andato a Beirut, in una filiale della Hsbc, dove ha incontrato dei dirigenti della banca offrendo loro un falso sistema di estrazione di dati dei clienti. I manager che ha incontrato hanno però fatto avviare un'inchiesta su di lui per spionaggio industriale. Falciani si è fatto rintracciare pagando biglietti aerei con il suo conto Hsbc e il 22 dicembre 2008 è stato arrestato, interrogato e rilasciato. Si è così spostato in Francia dove è stato arrestato nel gennaio del 2009 e la Svizzera ne ha chiesto l'estradizione, che però non ha ottenuto. Contro di lui c'è un mandato di arresto internazionale, ma Falciani è riuscito a ottenere la libertà collaborando con i governi dei Paesi che lo hanno arrestato, la Francia prima e la Spagna poi, nell'estate del 2012. Grazie a lui il governo francese ha recuperato 188 milioni di euro e quello spagnolo 220 milioni.

Secondo alcune fonti, Falciani si è poi consegnato alle autorità americane dopo che queste stesse, avendolo ascoltato come testimone, lo avevano informato che correva il rischio di subire un attentato, poi nel maggio del 2013, dopo che il tribunale spagnolo ha respinto la richiesta di estradizione della Svizzera, è tornato in libertà.

Falciani ha anche avuto a che fare con l'Italia: nel gennaio del 2014, infatti, ha rilasciato un'intervista a Il Sole 24 Ore in cui ha dichiarato di aver offerto la sua collaborazione anche ai servizi segreti italiani che inizialmente si sono mostrati moto interessati, ma poi non se ne sono più occupar perché, gli avrebbero detto, erano stati "bloccati".

Che cos'è lo Swissleaks


Con il termine "SwissLeaks" ci si riferisce proprio alla fuga di dati dalla filiale svizzera della Hsbc a causa delle rivelazioni di Hervé Falciani e sulla quale per otto mesi hanno indagato i giornalisti dell'International Consortium of Investigative Journalists, 45 reporter di diversi Paesi che hanno studiato e verificato l'elenco fatto da Falciani e che ora è stato reso pubblico da 45 testate giornalistiche diffuse in tutto il mondo, incluso l'italiano L'Espresso.

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