Grecia, BCE: banche non a rischio di insolvenza (per ora). Tsipras: accordo con Ocse per riforme

Il ministro delle finanze greco Varoufakis: "Se un debito non può più essere pagato, ciò comporta un haircut". Germania irritata.

Aggiornamento 12:46 Il premier greco Tsipras ha annunciato di avere raggiunto un accordo con l'Ocse per la presentazione di un nuovo piano di riforme."Questa cooperazione si farà non in base a quanto deciso in precedenza, ma sulla base del mandato del popolo greco" ha detto il leader di Syriza dopo aver incontrato con il capo dell'Ocse Angel Gurria. Atene deve mettere nero su bianco la proposta su come intende ristrutturare il suo onerosissimo debito. Attesa dunque per quel che dirà oggi il ministro delle Finanze ellenico Yanis Varoufakis all'Eurogruppo straordinario convocato per le 15:30.

Le banche della Grecia non sono al momento a rischio di insolvenza. Parola del banchiere centrale sloveno, membro del board della Bce, Bostjian Jazbec. Intervistato dal quotidiano Handelsblatt Jazbec speiga che le decisioni della Bce sull'Ela, la linea di credito emergenziale gestita dalle singole banche centrali, vengono rivisitate ogni due settimane e che:

"al momento la solvibilità delle banche greche non è in pericolo".

Ma quali sarebbero le conseguenze di un'eventuale decisione della Bce di bloccare anche la liquidità d'emergenza dell'Ela? Per il banchiere centrale:

"il rischio c'è sempre. Quello che è molto importante è seguire da vicino la situazione Sono convinto che le banche greche e la banca centrale greca faranno di tutto per evitare pericoli per il sistema finanziario"

Ieri si era diffusa la notizia sulla possibilità di un piano che sposti di sei mesi la scadenza del memorandum fra la Troika (Bce,Ue, Fmi) e Atene per permettere al governo anti austerity di Alexi Tsipras di preparare un nuovo piano di riforme. Prospettiva contro cui ha tuonato la Germania.

Da Istanbul, dal G20 finanziario, il ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schaeuble ieri ha messo le mani avanti:

"non avremo un nuovo programma domani sarebbe un errore concedere sei mesi alla Grecia"

Il 28 febbraio termina infatti l’estensione di due mesi del piano di salvataggio negoziato dal precedente governo greco, quello guidato da Antonis Samaras. Secondo un sondaggio pubblicato da Die Zeit per la maggioranza dei tedeschi la stragrande parte dei 240 miliardi di euro di aiuti garantiti alla Grecia da due piani di salvataggio, più i 60 miliardi elargiti tramite l'Ela, andranno persi.

Secondo quanto scrive oggi Reuters invece la Bce ha autorizzato la banca centrale greca a garantire agli istituti di credito del paese circa 60 miliardi di euro di liquidità attraverso l'Ela, dopo la sospensione dell'accettazione dei titoli di Stati ellenici come collaterale nelle operazioni di rifinanziamento. Una chiusura dei rubinetti verso Atene - l'Eurotower ha sospeso la deroga che permetteva alle banche elleniche di prelevare liquidità dalla Bce usando come garanzia i titoli di stato greci - che ha il sapore del "ricatto" verso il Paese ellenico dopo la vittoria alle elezioni di fine gennaio di Tsipras.

Il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis intanto in una intervista pubblicata oggi rilancia: Atene non potrà onorare i suoi debito nel breve periodo, serve quindi un haircut, un taglio, una ristrutturazione del debito.

"Se un debito non può più essere pagato, ciò comporta un haircut. Ciò che conta è che il debito greco non può più essere pagato nel futuro prossimo".

ha detto seraficamente Varoufakis alla rivista tedesca Stern.

Grecia ristrutturazione debito

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