Banca Popolare dell'Eturia, arriva il commissariamento di Bankitalia

La decisione del Mef in seguito alle gravi perdite emerse dopo gli accertamenti di Bankitalia.

People enter the Bank of Italy in Rome w

La Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio è stata ieri commissariata da Bankitalia. Un blitz dei due commissari, proprio mentre era in corso il consiglio di amministrazione che avrebbe dovuto approvare il bilancio del 2014 ha notificato la disposizione del Ministero dell'Economia e delle Finanze dello scioglimento degli organi amministrativi, presa in seguito ad una proposta di Bankitalia. A Palazzo Koch in Via Nazionale avevano da tempo messo sotto la lente di ingrandimento i numeri dell'istituto di credito aretino, conosciuto anche come "banca dell'oro" per la sua storica leadership nell'intermediazione del metallo prezioso che affonda le sue radici proprio nella centenaria tradizione orafa della città toscana.

I nuovi commissari saranno Riccardo Sora e Antonio Pironti, al loro fianco in qualità di componenti del Comitato di sorveglianza ci saranno Paola Leone, Silvio Marutccelli e Gaetano Maria Giovanni Presti. I due commissari già in serata hanno convocato dirigenti e organizzazioni sindacali per fare un primo punto della situazione. Come si legge in una nota pubblicata dalla stessa banca, l'amministrazione straordinaria è stata resa necessaria per le "gravi perdite" emerse in seguito agli accertamenti di Bankitalia. Perdite dovute alle "consistenti rettifiche sul portafoglio crediti". Il compito dei commissari sarà quello di "condurre l'attività aziendale secondo criteri di sana e prudente gestione", nonché quello di "individuare le iniziative necessaria per il superamento della grave crisi aziendale". Non cambia niente per i clienti che potranno rivolgersi normalmente agli sportelli della banca.

Banca Etruria negli ultimi mesi era balzata spesso agli onori delle cronache. Questa estate era stata presa la decisione di trasformarla in una società per azioni, in anticipo rispetto al decreto del governo che riguarda proprio le popolari. Tale trasformazione però non è mai avvenuta. I bilanci in rosso avevano anche portato ad una ristrutturazione del personale. Il 7 febbraio scorso era stato raggiunto un accordo con i sindacati che porterà al taglio di 210 dipendenti in un quattro anni, all'inizio gli esuberi previsti erano 410.


Intanto nei palazzi della politica, come prevedibile, non mancano le polemiche. Il vice presidente di Banca Etruria, dimessosi qualche giorno fa, era Pier Luigi Boschi, padre del Ministro Maria Elena la quale ieri sera ha commentato la notizia con un tweet: "Il Governo su proposta di Banca d'Italia ha commissariato Banca Etruria. Smetteranno di dire che ci sono privilegi? Dura lex, sed lex". Parole che volevano sgomberare il campo dalle polemiche anche se l'obbiettivo non è stato raggiunto. Renato Brunetta chiede al governo di riferire in parlamento, mentre secondo la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni il Ministro Boschi dovrebbe dimettersi. Il Movimento 5 Stelle chiede chiarezza su "una vicenda che mina la credibilità e l'autonomia della politica". Le difese arrivano invece dal PD, Ernesto Carbone sostiene che l'intervento del Governo fa "giustizia di sciacallaggio e strumentalizzazioni".

Molto critico è Elio Lannutti, presidente di Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari) che rietiene il commissariamento un atto a "orologeria" il cui unico scopo è quello di piazzare i soliti noti da parte di Bankitalia. A suo modo di vedere la decisione è stata presa con una totale arbitrarietà e libero arbitrio, dimostrato tra l'altro dai mancati commissariamenti di altri istituti in difficoltà ben più gravi come Monte dei Pachi e Banca Carige.

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