La Grecia a un passo dal default: casse vuote a fine mese

Si richiano conti in rosso già a fine mese, con l'impossibilità di pagare stipendi, pensioni e quant'altro.

Stando alle notizie che arrivano da Atene, la corsa della Grecia verso l'insolvenza si va facendo sempre più rapida. Le casse di stato andranno in rosso già a fine mese, con un passivo di tre miliardi; una situazione destinata ad aggravarsi già a marzo, quando la cifra salirebbe a cinque/sei miliardi ponendo il governo nella impossibilità di onorare una scadenza non troppo ingente dei debiti nei confronti del Fmi.

Tutto questo, mentre un accordo in seno all'Eurogruppo sulla Grecia è ancora molto lontano. Com'è possibile che la situazione si sia fatta così grave in così poco tempo? Il punto sembra stare nell'impossibilità per Atene di accedere ai prestiti d'emergenza della Bce, che un po' tutti avevano indicato come il salvagente "sicuro" per Tsipras. Atene, però, avrebbe già raggiunto il limite di 60 miliardi di prestiti di emergenza che la Bce concede. Il rischio, quindi, è quello del default.

Per evitarlo, sembra che la Grecia non abbia altra scelta che quella di ottenere il prestito ponte di cui sta discutendo proprio in queste ore; l'intransigenza del governo nel rifiutare il programma di aiuti - e soprattutto ciò che ne consegue in termini di austerity - è stata la ragione della sua vittoria, adesso rischia però di ritorcerglisi contro. Almeno stando a quanto si legge su Repubblica:

Tsipras oggi è tanto intransigente verso l'Europa, della quale rifiuta in blocco le condizioni per nuovi prestiti, quanto finanziariamente ogni ora più fragile. Angela Merkel lo sa. La consapevolezza che il tempo della Grecia sta scadendo è la prima pietra - magari l'unica - della strategia negoziale della cancelliera tedesca: restare seduti e aspettare che il naufragio sia a un soffio, per poi indurre Atene a piegarsi.

La Germania, quindi, attende che la Grecia sia sull'orlo dell'abisso perdendo così tutto il suo potere negoziale e dovendo accettare gioco forza le imposizioni. Su Tsipras iniziano a convergere anche gli esponenti più radicali del suo partito, che vedono aprirsi uno spiraglio per quella Grexit a cui puntano. E intanto, la situazione rischia di complicarsi ulteriormente: la corsa agli sportelli in Grecia è infatti ripresa, nelle ultime settimane i depositi sono calati da 164 a 147 miliardi. Il governo potrebbe ritrovarsi costretto a chiudere l'accesso ai conti, con tutto ciò che ne conseguirebbe.

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