Milleproroghe 2015, la soluzione per il regime dei minimi (testo)

Le attese correzioni per il regime dei minimi delle partite Iva saranno contenute nel decreto milleproroghe.

Martedì 17 febbraio 2015, ore 13.35 - Le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato questa mattina all’alba il decreto legge Milleproroghe.

Secondo quanto si legge sulle agenzie stampa tra le novità più importanti del provvedimento, e che farà felici molte Partite Iva, è il blocco dell’aumento dell’aliquota Inps per gli iscritti alla gestione separata. L’aliquota anche quest’anno rimane dunque al 27,72%, mentre a seguito della riforma Fornero sarebbe dovuta passare al 29,72% per poi arrivare fino al 33% nel 2018.

Per quanto riguarda invece il regime dei minimi nel Milleproroghe è stata introdotta anche la proroga del vecchio regime dei minimi delle Partite Iva: secondo il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli per il 2015 coesisteranno vecchio e nuovo regime dei minimi anche per le nuove aperture, con la possibilità di scegliere tra vecchio e nuovo regime.

"Art. 10-bis.
(Proroga di termini in materia previdenziale).
??1. Il primo periodo dell’articolo 1, comma 744, della legge 27 dicembre 2013, n.?147 e sostituito dal seguente: «Per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n.?335, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l’aliquota contributiva, di cui all’articolo 1, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n.247, e successive modificazioni, è del 27 per cento per gli anni 2014 e 2015, del 28 per cento per l’anno 2016, del 29 per cento per l’anno 2017.».
??2. Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 120 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, si provvede, quanto a 60 milioni di euro per l’anno 2015, a 120 milioni di euro per l’anno 2016 e a 85 milioni di euro per l’anno 2017, mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa al Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n.?282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.?307, e, quanto a 60 milioni di euro per l’anno 2015 e a 35 milioni per l’anno 2017, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio."

Milleproroghe 2015, arriva la soluzione per il regime dei minimi?

Il nuovo regime dei minimi per le partite Iva introdotto con la legge di stabilità aveva immediatamente fatto scatenare tutti i giovani che a quel regime speravano di aderire nella sua forma precedente: di colpo triplicavano le tasse (dal 5 al 15%), aumentavano i contributi e si dimezzavano i tetti di fatturato per i professionisti, da 30mila a 15mila euro. Una vera e propria mazzata che aveva fatto insorgere chi rischiava di trovarsi espulso da un mercato del lavoro prima ancora di essere riuscito a entrarci.

La retromarcia di Renzi era stata in effetti abbastanza rapida, promettendo il giorno dopo un provvedimento ad hoc che avrebbe riparato le storture prodotte. Il tutto dovrebbe avvenire nel decreto Milleproroghe all'esame alla Camera nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali, come annunciato in una conferenza stampa a Montecitorio dai relatori al provvedimento Maino Marchi (Pd) e Francesco Paolo Sisto (Fi).

Ci dovrebbe quindi essere una proroga di un anno del vecchio regime dei minimi (dando così la possibilità di accedere a un regime davvero agevolato a chiunque ne avesse diritto) o anche la possibilità di scegliere a quale dei due regimi aderire, considerando che il secondo non avrà più limiti di età e temporali, ma solo di ricavi. Dovrebbe invece rimanere invariato l'aumento dell'aliquota contributiva dal 27 al 29%.

In questo modo, però, la questione viene solo rimandata al prossimo anno, senza che sia stata effettivamente corretta quella che è una norma penalizzante per i giovani che, a questo punto, aderiranno ai minimi nel 2016. Se si vuole intervenire, si potrebbe anche decidere di ritornare al regime dei minimi com'erano fino allo scorso anno, ma pare che non ci siano coperture, o quantomeno aumentare la tassazione al 15% senza limiti temporali e mantenendo invariata anche la soglia di ricavi.

Altre modifiche introdotte dalla Milleproroghe riguardano anche la proroga di due anni degli incentivi per il rientro dei cervelli e l'innalzamento dell'anticipo sugli appalti al 15% per rispondere ai problemi di liquidità delle imprese. Si parla poi di sfratti, non ci sarà nessuna proroga né mini-proroga; il ministro Lupi ha spiegato che "si sta studiando una norma che tuteli i nuclei familiari che rientrano in quei casi di sfratto per fine locazione di particolari categorie di inquilini". Infine, c'è la possibilità di una riapertura dei termini per accedere alla rateazione delle cartelle Equitalia anche per quelle imprese che sono decadute dal diritto.

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