Pensioni obbligatorie per il pubblico: requisiti ed eccezioni Legge Madia

In pensione ai raggiunti limiti per favorire per il ricambio generazionale: la circolare del ministro Madia con le deroghe alla legge

Pensioni obbligate per il pubblico. Gli statali e i dipendenti pubblici più in genere che hanno raggiunto i limiti per la pensione devono lasciare il lavoro secondo la circolare firmata dal ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia.

In pratica non possono proseguire i trattenimenti in servizio, che permettevano di restare a lavoro dopo 2 anni dal compimento dell'età richiesta per uscire. Il provvedimento stabilisce la risoluzione obbligatoria e unilatarale da parte dello Stato del rapporto lavorativo per chi ha i requisiti per la pensione di vecchiaia o ha diritto alla pensione anticipata.

Requisiti pensioni pubbliche Dl Madia

Il Decreto legge Madia in vigore dalla scorsa estate stabilisce dopo il 31 ottobre 2014 l’abolizione del trattenimento in servizio per il pubblico impiego, con alcune eccezioni, per i magistrati ad esempio l'abolizione partirà a inizio del 2016.

Il decreto ha apportato novità anche per il pensionamento d'ufficio che per professori universitari e primari non può avvenire prima dei 68 anni, per i medici non prima dei 65 anni.

La norma generale prevede la pensione a 62 anni di età e i 41,6 anni di anzianità per le donne e 62 anni e 42,6 di anzianità per gli uomini.

Le deroghe alla pensione "obbligata"


La circolare firmata ora dal ministro precisa che:

in alcune ipotesi l'amministrazione è tenuta a proseguire il rapporto di lavoro con il dipendente e tale prosecuzione non costituisce un trattenimento vietato dalla legge. Ciò si verifica, innanzitutto, quando il dipendente non matura alcun diritto a pensione al compimento dell'età limite ordinamentale o al compimento del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia.

In tali situazioni la pubblica amministrazione è tenuta a non interrompere il rapporto di lavoro con il dipendente pubblico fino a fargli raggiungere il limite per che permette di maturare i requisiti minimi previsti per l'accesso a pensione non oltre i 70 anni di età, dopo i quali scatta l'adeguamento alla speranza di vita.

Per i dirigenti medici e sanitari continua la:

possibilità, previa istanza, di permanere in servizio oltre i sessantacinque anni di età per raggiungere i 40 anni di servizio effettivo, purchè non sia superato il limite dei 70 anni di età.Come previsto dalla citata disposizione, l'amministrazione potrà accordare tale prosecuzione a patto che la permanenza in servizio non dia luogo ad un aumento del numero dei dirigenti.

Il pensionamento d'ufficio riguarda anche le autorità indipendenti, fatta eccezione del dipendenti del settore della sicurezza pubblica, della difesa e del soccorso pubblico. L'intervento legislativo mira ovviamente a favorire il ricambio e il ringiovanimento del personale pubblico, finalmente.

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