Vento di risparmio con il mini eolico

Mini eolico Incentivi e prospettive di risparmio non sembrano aver stimolato la diffusione del mini eolico, dispositivo a scala ridotta per la produzione di energia domestica. Che cosa si intenda per mini eolico è facilmente riassumibile: torri alte non più di trenta metri, capaci di produrre una potenza fino a 20 kilowatt e impianti che trovano la loro installazione ideale in aziende agricole, zone artigianali, piccoli distretti industriali, campeggi e agriturismi dove il vento soffia mediamente a una velocità di sei metri al secondo. La produzione di energia pulita dal vento può arrivare fino a 30-40 MWh all'anno non causando alcuna deturpazione al territorio e garantendo un risparmio cospicuo a chi gestisca strutture turistiche e ricettive.

Quanto può costare un impianto di mini eolico?

Per una società o un piccolo imprenditore dotarsi di una di queste torri significa fare un investimento di circa 50 mila euro ammortizzabile nel giro di 5-6 anni, trasformandosi poi per un periodo altrettanto lungo in una fonte di risparmio (sulla bolletta energetica) e di guadagno (grazie al meccanismo dei certificati verdi). L'installazione è interamente gestita dal costruttore che si preoccupa anche di valutare le condizioni del sito (ventosità e condizioni ambientali) e fornisce il suo supporto in tutte le fasi di ottenimento delle autorizzazioni necessarie e per l'allacciamento alla rete Enel.

Dove ha terreno fertile il mini eolico?

Attualmente le lungaggini burocratiche e a volte la completa assenza di legislazione in merito rendono improbabile il ricorso ad energie alternative. Best practice per quanto riguarda gli impianti eolici di piccole dimensioni è rappresentata dalla regione Puglia, dove per installare un mini eolico è sufficiente presentare al comune di riferimento la dichiarazione di inizio lavori. In linea di massima questi impianti di dimensioni ridotte non costituiscono pericolosità e possono essere allocati in zone dove il vento soffia a una velocità media di poco inferiore ai sei metri al secondo. Si prestano allo scopo le aree collinari o quelle situate in zone aperte alla circolazione dell'aria.
In linea di massima le regioni più avvantaggiate sono quelle meridionali e quelle attraversate dagli Appennini, mentre, salvo eccezioni, sono penalizzate Lombardia, Piemonte e Pianura Padana. Inadatte, salvo eccezioni, sono anche le aree urbane.

Norme di riferimento

Le poche disposizioni in materia di energia eolica fanno riferimento al decreto legge n.387/2003 come integrato dalla Delibera n.28/2006 dell'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas (il testo integrale è consultabile sul sito della Aeeg) e alla legge 239/2004. La prima norma istituisce lo scambio sul posto, la seconda regolamenta i certificati verdi (per i dettagli consultare la scheda sul sito del Gse).
Con lo scambio sul posto reintrodotto dal nuovo governo i produttori di energia potranno ottenere uno sconto in bolletta sull'energia prodotta in esubero e immessa nella rete, mentre con i certificati verdi vengono erogati premi in denaro per tutta l'energia prodotta (che viene divisa però in pacchetti minimi di 25 MWh annui). Si tratta di un titolo bancario che viene emesso dal Gestore dei servizi elettrici (ex Grtn) e depositato su di un conto corrente creato ad hoc dal titolare dell'impianto alla fine di ogni anno di produzione dell'impianto eolico. Attualmente (si tratta di un titolo quotato alla borsa elettrica e soggetto e oscillazioni di valore) si guadagnano circa 6290 € l'anno per ogni "pacchetto" di energia superiore a 25 MWh (il taglio minimo). Secondo le valutazioni degli analisti si tratta di un valore destinato a crescere. (v. articolo).

Tutti i risparmi del mini eolico

Oltre al fattore etico-ambientale c'è da considerare il notevole vantaggio economico per una struttura ricettiva in grado di coprire il proprio fabbisogno minimo di energia con i circa 40 MWh l'anno prodotti dall'impianto eolico. Ricorrendo a questo tipo di energia alternativa si diventa in automatico beneficiari dei certificati verdi. Secondo Marcello Garavaglia della Blu Mini Power intervistato da La Repubblica nel suo interessante articolo https://www.repubblica.it/2007/03/sezioni/ambiente/eolico/mini-eolico-italia/mini-eolico-italia.html - nell'ipotesi di autoconsumo di un agriturismo che utilizzi 30 MWh di energia l'anno, questi percepisce dal meccanismo dei certificati 6.290 euro l'anno cui si somma il costo evitato (mancato acquisto di energia dalla rete) per circa altri 4.000 euro l'anno. Il vantaggio totale per l'agriturismo si misura quindi in 10.000 euro l'anno per i dodici anni per i quali sono riconosciuti i certificati verdi dall'anno di messa in esercizio dell'impianto.

Seguire la "corrente" in questo caso paga!

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