Eurozona in deflazione anche a gennaio

Per il secondo mese di fila. L'obiettivo della BCE è quello di avere un tasso di inflazione poco al di sotto del 2% nel medio periodo. A marzo al via il Quantitative easing.

Deflazione confermata anche a gennaio 2015 nell'eurozona. Eurostat con i dati diffusi oggi spiega che l'indice dei prezzi al consumo nell'area euro si attesta su valori negativi per il secondo mese di fila calando dello 0,6% dal -0,2% registrato nel precedente mese di dicembre, quando si era verificata la prima riduzione da ottobre del 2009.

Quella registrata a gennaio è la più forte flessione dei prezzi al consumo di Eurolandia dal luglio del 2009, un dato in linea con le previsioni degli economisti. Proprio per contrastare la deflazione e i suoi rischi la Banca centrale europea dall'uno marzo darà il via all'atteso programma di Quantitative easing, iniettando massicce dosi di liquidità sui mercati con l'acquisto da parte della banca centrale di titoli di Stato per un 60 mld di euro al mese, almeno fino a settembre 2016.

I dati di Eurostat relativi al mese scorso tracciano un quadro fatto da un aumento dei prezzi dei servizi, cresciuti dell'1%, mentre i prezzi dei beni alimentari e di quelli industriali sono calati dello 0,1% e quelli dell'energia addirittura del 9,3%.

L'inflazione di fondo, al netto dei prezzi degli alimentari e dell'energia, a gennaio fa segnare un +0,6%, da +0,7% di dicembre contro una stima preliminare che indicava indicato un incremento dello 0,5%. Su base congiunturale i prezzi al consumo sono calati a gennaio dell'1,6%, dal +0,1% registrato a dicembre.

L'obiettivo della Banca centrale europea è quello di avere un tasso di inflazione poco al di sotto del 2% nel medio periodo.

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