Lavoro, irregolarità nel 64% delle aziende italiane ispezionate

In quasi due aziende su tre delle oltre 221mila ispezionate lo scorso anno sono state rilevate irregolarità

Operazioni Guardia di Finanzia su evasione fiscale nel 2013

Quasi due aziende italiane su tre violano le regole, non rispettano le norme risultando irregolari durante le ispezioni che vengono compiute dagli organi deputati a vigilare. Il rapporto 2014 sulla vigilanza di ministero del Lavoro, Inps e Inail ci spiega come siano risultate irregolari 142.132 imprese su 221.476 ovverosia il 64,17% di quelle ispezionate.

I dati rilevati negli anni precedenti sono sostanzialmente confermati, con un lieve calo del campione ovverosia delle imprese controllate (-5,8%) rispetto al 2013. Secondo il report i contributi evasi nel 2014 ammontano a oltre 1,5 miliardi di euro, con un discreto aumento rispetto agli 1,4 miliardi di euro dell’anno prima. Il numero dei lavoratori irregolari dello scorso anno risulta pari a 181629 unità , con un calo del –24% rispetto ai 239.020 lavoratori irregolari segnalati nel rapporto precedente. Resta molto alta la cifra dei lavoratori totalmente in nero accertati nel corso delle ispezioni dello scorso anno: 77.387 cioè+ il 42,61% di quelli irregolari (percentuale che nel 2013 era del 36,03%).

Tale dato se da un lato conferma l'affinamento della metodologia di programmazione e la più decisa concentrazione dell'azione ispettiva sul contrasto al lavoro sommerso, dall'altro è sintomatico della completa assenza, in un'ampia percentuale di casi, della sia pur minima attenzione ai diritti e alle tutele fondamentali dei lavoratori, nonché ai connessi profili della salute e della sicurezza,

si legge in una nota di commento di un report che mette in evidenza, una volta di più, quanto siano stati erosi decenni di conquiste sindacali. E il Jobs Act tutto sembra fuorché il medicinale per curare le patologie cronicizzate del mercato del lavoro italiano.

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