Indennizzo diretto e assicurazioni: chi lascia la via vecchia per la nuova...

Indennizzo diretto ...sa quel che lascia e sospetta fortementente di quel che trova!!
Dalla rottamazione auto alle tariffe telefoniche, le mille distorsioni delle liberalizzazioni si sono abbattute sui consumatori senza sosta. Se per l'indennizzo diretto il Ministero dello Sviluppo Economico ha diffuso stime positive per i primi due mesi dall'entrata in vigore della normativa (in 73.000 avrebbero infatti usufruito della modalità veloce di risoluzione sinistri per un ammontare di 80 milioni di Euro) non sono così ottimiste le associazioni consumatori secondo cui anche in questo caso le polizze, anziché beneficiare di positive e salutari liberalizzazioni di mercato, sono state ritoccate al rialzo nella maggior parte dei casi, alleggerendo considerevolmente gli indennizzi agli infortunati.

Il nuovo meccanismo, lo ricordiamo, è entrato in vigore il primo febbraio scorso (DPR n. 254 del 18 luglio 2006) e prevede che in caso di incidente stradale i danneggiati non responsabili, o responsabili solo in parte, per essere risarciti si rivolgono direttamente al proprio assicuratore anziché a quello del veicolo che li ha danneggiati.

In bilico tra polemica aperta e approvazione le associazioni consumatori che si assestano su posizioni di tiepido scetticismo addossando la colpa del malfunzionamento della riforma alle compagnie assicurative.

Federconsumatori - per citarne una- dichiara che le Compagnie di assicurazioni adesso non hanno più alibi per una congrua riduzione, almeno del 10 per cento, delle tariffe RC Auto, che continuano tuttavia lievitare del 10 ed anche del 16 per cento, per quegli assicurati che non hanno denunciato alcun sinistro, come quotidianamente denunciato da utenti inferociti alle associazioni dei consumatori ed alla silente Isvap, il cui tardivo scioglimento sarà accolto con allegra soddisfazione da milioni di vessati assicurati.
Gli assicurati che non hanno subito alcun sinistro, avrebbero diritto quindi ad una riduzione immediata del 10 per cento del costo delle polizze a 60 giorni dall'introduzione del risarcimento diretto che fa risparmiare tempo e denaro, se fossimo in un mercato basato sulle regole della concorrenza e non in un far west dove compagnie troppo "furbette", continuano ad accampare pretesti illogici, spesso inventati di sana pianta, per proseguire indisturbate a gonfiare tariffe rc auto elevatissime, che costano più del bene assicurato per oltre 12 milioni di automobilisti.
Questa associazione, insieme ad Adusbef , chiede il ritiro della licenza a quelle compagnie che continuano ad aumentare le tariffe senza alcuna giustificazione.

In realtà il provvedimento stesso non facilita certo una ligia e scrupolosa attinenza etica alla trasparenza…vediamo perché.

Strapotere delle Compagnie

Per alcuni l'indennizzo diretto è una vera e propria truffa ai danni degli automobilisti, in balia completa del giudizio delle assicurazioni. Faccio riferimento all'Aneis, l'Associazione nazionale esperti infortunistica stradale, che definisce il provvedimento "liberticida e anticostituzionale" (v. articolo).
La chiave del problema è che le Compagnie avranno il compito di formulare la denuncia di sinistro, accertare e quantificare il danno con propri fiduciari, negando la rimborsabilità delle spese per assistenza tecnica e legale.
Le Compagnie hanno infatti facoltà di liquiderare i propri assicurati come si suol dire "secondo la miglior tecnica assicurativa" ovvero usando carrozzieri di loro fiducia, tabelle valutative da loro predisposte e valori economici del danno biologico da loro stabiliti.

Procedura ad ostacoli per le indagini di accertamento

Il problema ahimè non si ferma qui denuncia qualcuno (v. sito). L'estensione globale dell'indennizzo diretto, peraltro senza la firma congiunta del modulo CAI, renderà più difficoltose le indagini in caso di sinistri di dubbia origine.
Un esempio tra i tanti: se ora è piuttosto agevole, per un liquidatore che nutra qualche sospetto, disporre la perizia di riscontro sul mezzo del proprio assicurato, dopo troverà certo più di una difficoltà nel disporre la stessa perizia sul veicolo del responsabile, assicurato con altra Compagnia e non disposto a prestare un'adeguata collaborazione.

Abbassamento dei risarcimenti

Le obiezioni potrebbero continuare se si prendesse in considerazione il meccanismo di quantificazione del danno previsto dal Regolamento attuativo del risarcimento diretto contenuto nel Decreto del Presidente della Repubblica del 18 Luglio 2006 n. 254.
Il concetto di "costo medio" del risarcimento ed ai meccanismi previsti dalla "stanza di compensazione" previsti dal decreto condurranno infatti, nel breve/medio periodo ad un tendenziale ribasso del risarcimento medio e, detto in altro modo, ad un concreto risparmio da parte delle Compagnie di Assicurazione. Il costo del risarcimento, dunque, tenderà a contrarsi non solo perché si potrebbe verificare una riduzione del contenzioso a seguito dell'introduzione delle nuove norme ma anche per i meccanismi intrinseci previsti nel regolamento che spingeranno le compagnie assicurative verso il contenimento di tutte le componenti di costo, ivi compresi anche quelli riparativi.

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