Servizi: indice Pmi scende a 50 a febbraio

Ma le aziende del comparto servizi hanno ripreso a fare assunzioni per la prima vola dopo 4 anni.

Il settore dei servizi italiano, circa il 70% del nostro PIL, rimane fermo a febbraio, dopo la crescita registrata a gennaio. La domanda interna è ancora molto fragile, falcidiata da tre anni tre di recessione.

L'indice Pmi (Purchasing Managers'Index) servizi elaborato da Markit, con la consueta indagine congiunturale tra i direttori acquisti, scende questo mese a 50 punti, da 51,2 di gennaio.

Ricordiamo che 50 è la soglia che divide la fase economica di espansione da quella di contrazione di un settore economico. Il dato di Markit è peggiore delle attese e si colloca al di sotto della mediana delle stime raccolte da Reuters in un sondaggio tra economisti che dava il Pmi del variegato settore servizi in salita
a 51,4 punti.

Il sottoindice relativo alle nuove attività è in calo per il quarto mese consecutivo anche se a un ritmo più lento, si attesta infatti a 49,6 da 48,8 fatto segnare a gennaio.

In ogni caso a febbraio le aziende del comparto hanno ripreso a fare assunzioni: è la prima volta dopo quattro anni, con le aspettative che mostrano finalmente un miglioramento, il più ampio da 11 mesi a questa parte.

L'indice Pmi composito, manifattura più servizi, sempre a febbraio 2015 denota un leggero calo della crescita dell'attività del settore privato, a 51,0 da 51,2 di gennaio. Il settore manifatturiero italiano è tornato in espansione dopo cinque mesi secondo i dati Markit diffusi lunedì.

Secondo le previsione dell'Istat l'economia italiana dovrebbe tornare a crescere quest'anno, già a partire dal primo trimestre (+0,1%).

Indice PMi

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