Il magna magna generale della Banca Popolare di Matera

Bancarotta Banca Popolare di Matera Concessioni di mutui milionarie senza ipoteche né garanzie a tassi di interesse irrisori, concessi a politici, magistrati, imprenditori e "amici degli amici", da un vero e proprio "comitato d'affari", una "struttura parallela", che, secondo la Guardia di Finanza, avrebbe agito industurbata all'interno della Banca Popolare di Matera. L'ennesimo episodio di collusione tra politica e mondo creditizio che peserà irrimediabilmente sulle tasche dei cittadini.
Sono attualmente 35 gli indagati ai vertici dell'istituto per truffa aggravata e associazione a delinquere mentre un'indagine parallela viene condotta su magistrati e personaggi pubblici che avrebbero beneficiato dei "favoritismi".

Tra i casi più eclatanti, un finanziamento di un milione di euro, ottenuto e poi sequestrato, destinato alla convivente di un ufficiale dei carabinieri, che a garanzia aveva dato un terreno acquistato due settimane prima della concessione del mutuo per un valore di 22 mila euro. Altro caso: 620 mila euro concesso al presidente del tribunale di Matera, Iside Granese (indagata a Catanzaro con procuratore capo Giuseppe Chieco ed a quello di Potenza, Giuseppe Galante): un mutuo ventennale al tasso fisso del 2,95 per cento.
Per non parlare di mutui ventennali a tassi del 2,95 per cento e milionari senza alcuna garanzia o ipoteca!

L'inchiesta non sarebbe ancora stata ufficialmente avviata sostiene il p.m. Cazzetta che sta ancora raccogliendo il materiale ma la Guardia di Finanza parla di una vera e propria associazione a delinquere, parallela agli organi amministrativi ufficiali, tramite una fitta trama di corsie preferenziali per clienti privilegiati.

Al momento il rapporto stilato dalla Guardia di finanza è al vaglio della Banca d'Italia e della Procura di Catanzaro ma Adusbef punta l'indice sulla Banca d'Italia, vero responsabile di crack finanziari della portata di Bipop- Carire, che gettò nel lastrico 73.000 risparmiatori bruciando 12,5 miliardi di euro.

L'agguerrito, e non a torto, presidente di Adusbef, Elio Lannutti invoca lo scioglimento d’urgenza della Banca d’Italia, incapace di prevenire i crack finanziari ed industriali (Cirio,Parmalat,ecc.) addossati ai risparmiatori, troppo spesso collusa con i vertici creditizi. (v. comunicato)

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