Jobs Act, è in arrivo il salario minimo

Il salario minimo è previsto all'interno di uno dei decreti attuativi del Jobs Act

Non è ancora ben definita la cifra, ma quantomeno se ne comincia a parlare. Si tratta del salario minimo, argomento inserito tra le proposte di governo all'interno di uno dei decreti attuativi del Jobs Act atteso sul tavolo del Consiglio dei Ministri nelle prossime settimane.
La cifra al momento oscilla tra i 6,5 e i 7 euro l'ora e dovrebbe interessare non solo i settori che non sono già regolamentati da un contratto nazionale, ma anche i contratti di collaborazione in attesa del loro superamento.
L'Italia è in forte ritardo sull' argomento rispetto agli altri Paesi europei che da tempo hanno adottato questa politica. Fino al 2014 ne era esclusa anche la Germania, che però la scorsa estate ha decretato il salario minimo garantito ad 8,50 euro l'ora.

Il salario minimo garantito è uno strumento di tutela nei confronti del lavoratore, perchè fissa una soglia al di sotto della quale il datore di lavoro non può scendere nel pagamento, evitando lo sfruttamemento e garantendogli una paga decorosa. L'Italia dovrebbe fissare questa soglia intorno ai 7 euro, netti, ma come scrive il Corriere della Sera

"su quella somma non bisognerebbe pagare i contributi Inps e Inail ma si potrebbero pagare le tasse a patto di superare il tetto degli 8 mila euro l’anno, uscendo dalla no tax area".

La cifra decisa dal governo è stata scelta per non accavallarsi con i voucher, i buoni lavoro per le prestazioni occasionali che valgono 7,5 euro netti l’ora, la stessa cifra prevista dal contratto dei lavoratori dei call center.
E c'è già chi vede in questo decreto l'ennesimo scontro tra governo e sindacati dei lavoratori, che verranno consultati prima di qualunque decisione.

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