Bundesbank: Quantitative Easing BCE non era necessario

Secondo il presidente della Bundesbank il miglioramento del clima economico nell'eurozona mostra che il quantitative easing della Bce "non era necessario".

È sempre scontro aperto, e a distanza, tra il governatore della BCE Mario Draghi e il presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca, Jens Weidmann, a tre giorni dal lancio del piano di quantitative easing dell'Eurotower.

L'acquisto di titoli di Stato di paesi di Eurolandia da parte della Banca centrale europea è stato avversato fino all'ultimo dalla Germania, che non crede nelle capacità della politica monetaria super espansiva decisa dal direttivo BCE di ridare fiato all'economia reale:

Secondo quanto riporta Bloomberg il banchiere tedesco rimane:

convinto che la congiuntura attuale non giustifica

l'allentamento monetario, sottolineando che le banche centrali nazionali diventeranno i principali creditori dei singoli Paesi. Anzi il miglioramento del clima economico nell'eurozona mostra secondo Weidmann che il quantitative easing:

non era necessario. La motivazione dei Paesi membri nel consolidare i bilanci e fare le riforme potrebbe diminuire, se i paesi si abituassero a condizioni di finanziamento troppo convenienti.

Intanto dai dati sulla produzione industriale dell’eurozona di gennaio diffusi oggi si vede come la congiuntura economica non sia poi così favorevole a inizio anno: la produzione torna su valori negativi, a -0,1% rispetto a dicembre, mese in cui era invece aumentata dello 0,3%. Su base annua invece la produzione industriale è aumentata dell’1,2% nella zona dell’euro e dell’1,5% nell'Ue a 28.

Weidmann, che ha parlato stamattina alla conferenza annuale della Bundesbank, ha voluto così ribattere alla parole di ieri di Draghi che aveva difeso la bontà del piano di acquisto di titoli di Stato dell'eurozona anche in funzione di scudo per l'intera area dal possibile contagio speculativo della crisi greca.

Il presidente della Bundesbank ha comunque aggiunto che è "troppo presto" per valutare gli effetti dell'impatto dell'allentamento monetario su mercati. L'obiettivo perseguito dalla Bce è quello di riportare l'inflazione di Eurolandia dallo spettro deflazione a un valore appena sotto il 2%, attraverso l'immissione di massicce dosi di liquidità sui mercati, per 60 mld di acquisti di bond al mese, fino a settembre 2016. Nei primi tre giorni dall'avvio del programma sono stati acquistati 9,8 miliardi di euro di titoli di Stato.

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