BCE, bollettino di marzo 2015: "L'Italia ha bisogno di ulteriori riforme per la crescita"

Secondo la Banca Centrale Europea la gravità degli squilibri sta aumentando in diversi Paesi in modo preoccupante.

Nel bollettino di marzo 2015 della Banca Centrale Europea si legge da una parte che la situazione economica dell'Eurozona è in miglioramento, favorira dall'indebolimento dell'euro e dal calo del prezzo del petrolio, dall'altra ci sono ancori squilibri dei conti in alcuni Paesi, inclusa l'Italia, e la Commissione Ue non sta avviando le necessarie procedure in nome della flessibilità.

In particolare, per quanto riguarda l'Italia e il Belgio, si legge che c'è ancora "un notevole scostamento dallo sforzo strutturale richiesto nell'ambito della regola del debito" e anche se la Ue non ha aperto una procedura di deficit eccessivo non bisogna dimenticare l'insufficiente risanamento nel 2014-2015. L'Italia ha bisogno di ulteriori riforme per accrescere il prodotto potenzialmente, perché se si riuscite a portare completamente a termine delle riforme significative nel mercato del lavoro e nelle liberalizzazioni, si potrebbe arrivare a una crescita del Pil di oltre il 10% nel lungo periodo.

In alcuni Paesi "la gravità degli squilibri" sta aumentando in modo "preoccupante" e la BCE solleva dei dubbi sull'applicazione e l'efficacia del meccanismo preventivo previsto dal Patto di Stabilità e Crescita, ossia quelle norme che dovrebbero portare al rispetto della disciplina di bilancio e dei parametri Ue.

La BCE è ottimista per quanto riguarda i mercati del lavoro nell'Eurozona, perché dovrebbero migliorare ulteriormente nel breve e nel medio periodo, infatti la situazione occupazionale sta già gradualmente migliorando.

L'Eurotower mette anche in evidenza gli effetti positivi del Quantitative easing lanciato dal suo Presidente Mario Draghi, che ha già portato a "un sostanziale allentamento delle condizioni finanziarie generali" e ha inciso positivamente sui mercati finanziari determinando una diminuzione dei costi di raccolta per le banche e dunque effetti benefici anche sui costi del finanziamento esterno per il settore privato.

BCE Bollettino di marzo 2015

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