Prestiti universitari: quando il debito vien studiando!

Prestiti per lo studio Costa sempre di più ma perde progressivamente valore, cos’è? La laurea naturalmente. Aumentano costantemente le iscrizioni alle università benchè sia sempre più difficile collocare i neolaureati sul mercato del lavoro, sintomatico di come nel nostro paese l’università rappresenti uno status symbol più che rispecchiare una reale esigenza di istruzione superiore della forza lavoro. Sebbene non sia condizione necessaria per ottenere un buon impiego rimane il fatto che laurearsi è bello e sicuramente gratificante, primo importante mattone di prestigio sociale, ammesso sempre che ce lo si possa permettere, visti i costi di iscrizione e mantenimento fuori sede che si trovano ad affrontare le famiglie a medio reddito italiane.

Un progredito ed aggressivo sistema bancario ha la risposta ad ogni domanda di finanziamento, neanche a dirlo, ed ecco che ci si aprono le porte del credito in un dedalo di prestiti d’onore, personali e finalizzati.
Secondo il Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario il costo annuo per l’iscrizione all’università può variare tra i 5.000 Euro (se a Cagliari e trattasi di uno studente in sede) e i 12.000 Euro per un giovane universitario fuori sede iscritto all’Università di Pavia (dati 2002). Se consideriamo che le famiglie italiane nel 2004 hanno percepito un reddito netto pari in media a 28.078 euro, circa 2.340 euro al mese si tratta di un onere non indifferente!

Prestiti finalizzati all’acquisto dei libri

La rassegna delle offerte di finanziamento parte con Poste Italiane che a settembre ha aggiunto al suo abituale prestito con massimale di 4.000 Euro a taeg massimo del 7,77% (rate da 180 Euro in 2 anni) un servizio online di acquisto libri attivo su Postescuola. Il prestito e l’accesso sono comunque riservati agli intestatari di un conto Banco Posta. Il vantaggio nell’acquisto di testi online sta nell’addebito posticipato di un mese su conto corrente.
Carige invece offre un finanziamento fino a mille euro a tasso zero, rimborsabili in 6-12 mesi. Il tasso zero si applica anche per Bpm Prestito Libri della Popolare di Milano, ma, in questo caso, l’importo massimo è di 250 euro e il rimborso è in 8 mesi. Per ottenerlo è sufficiente che i genitori presentino l’elenco documentato dei libri da acquistare. L’istituto milanese offre anche Prestintasca, un prestito di 10 mila euro rimborsabili in un massimo di 18 rate mensili, per finanziare vacanze-studio o corsi di aggiornamento professionale.

I prestiti d’onore

Popolari nel sistema anglosassone ma poco funzionali all’attuale impostazione del mercato del lavoro nostrano i prestiti d’onore, finanziamenti chirografari concessi a partire dal secondo anno di università senza requisito di garanzia che permettono agli studenti universitari di ottenere fino ad un massimo di 50.000 Euro con tassi compresi tra il 3,5 (variabile) e il 7% (fisso). Conditio sine qua non avere un conto corrente presso l’istituto prestatario ed ottenere l’approvazione dell’Ateneo al quale si è iscritti con situazione ottimale del curriculum. Al termine del periodo del finanziamento, durante cui lo studente ha effettuato i prelievi, la somma algebrica dell’ammontare utilizzato e degli interessi maturati costituisce l’importo da ripianare. Comincia il pagamento delle rate, fino alla totale estinzione del debito. In Italia questo meccanismo piace a pochi per una serie di meccanismi distorsivi.

I “contro” dei prestiti ad honorem

Il primo problema consiste nel fatto che nel nostro paese non è così semplice passare da un ottimo curriculum di studi a un buon posto di lavoro con stipendio adeguato. Anzi si allarga sempre di più il popolo dei precari o atipici, che rimangono senza certezze per anni, decenni e forse per sempre fino a raggiungere età ragguardevoli. Anche per chi ha studiato medicina o una materia scientifica. E allora lo studente pur meritevole si trova a inizio carriera anche con il peso di un debito da restituire. Alcune banche, fortunatamente, hanno capito che in molti casi la situazione non era sostenibile.

Secondo problema: le banche chiedono agli atenei di garantire con un fondo e questi non ci sentono. “La garanzia del prestito è fornita dall'Ateneo, ma non tutti i Rettori riescono ad essere “generosi”.

Alcuni esempi

Il finanziamente più lungo è quello proposto da Unicredit Banca. Il prestito Ad Honorem prevede infatti un periodo di rientro del fido fino a 17 anni. In altri casi, si può arrivare a 9 anni (Intesa Bridge) o 8 (Dottor Creso). Poi, ci sono i periodi di pre-ammortamento, che possono durare quanto il corso di laurea, e fino a uno-due anni e mezzo dopo la laurea, andando così a coprire il tempo richiesto per trovare un posto di lavoro. Ma attenzione: durante questo periodo di grazia, anche se lo studente non paga le rate, i tassi continuano, comunque, a decorrere. Con il risultato che, di fatto, chi approfitta del pre-ammortamento finisce per pagare rate più elevate.

Ma il rimborso in tempi più lunghi non basta. Tanto che Capitalia-Banca di Roma ha pensato a dare un rating ai percorsi universitari rifiutando il prestito d'onore a chi si iscrive a una facoltà di materie letterarie.

A quanto ammonta la rata, a un anno dalla laurea? Prendiamo il caso del Prestito Laurea di Banca di Roma: con un finanziamento di 15 mila euro per tre anni, restituibili in 5 anni più due anni e mezzo di preammortamento, il montante, cioè la cifra che verrà rimborsata alla banca è di 18.036,90 euro con un tasso del 5,03% per tutta la durata del finanziamento. La rata di partenza è di circa 200 euro al mese e nei primi due anni e mezzo si può sfruttare il periodo di preammortamento. Chi invece è già dottore, ma vuole specializzarsi con un master, diversi istituti offrono un prestito d’onore ad hoc: Bpm, per esempio, propone un finanziamento fino a 30 mila euro restituibile in quattro anni, con rata mensile, a un tasso variabile del 4% e una spesa di istruttoria di 30 euro. Facciamo l’esempio di un prestito di 5 mila euro, rimborsabili in 90 mesi.

A Banca di Roma, per i primi 30 mesi, non solo non si paga nessuna rata, ma non maturano neppure gli interessi, in quanto il tasso effettivo è zero. Per i successivi 60 mesi, si pagherà invece una rata di 106 euro. Un costo realtivamente sostenibile, se si considera che il master dura al massimo due anni, trascorsi i quali, se tutto va bene, il nostro studente, ormai formato, dovrebbe finalmente cominciare a guadagnare qualcosa.

Agevolazioni all’acquisto di un pc

C’è poi il prestito per l’acquisto del computer. L’iniziativa più interessante si chiama un c@ppuccino per un Pc, porta la firma del Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie ed è dedicata agli studenti universitari che vogliono acquistare un Pc portatile. Per ottenere il prestito, il cui importo massimo è di 1.200 euro, non è necessaria alcuna documentazione di reddito, grazie al fondo di garanzia messo a disposizione dal ministero dell’Istruzione (attualmente ammonta a 2,5 milioni di euro ma a breve verrà innalzato a 10,5 milioni di euro). Per rimborsare il prestito, basta poco più di 1 euro al giorno, grosso modo l’quivalente del prezzo di un cappuccino, da cui il nome dell’iniziativa. Il finanziamento prevede un piano di rimborso in rate mensili non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi. E' concesso ad un tasso fisso pari all’Irs a due anni (rilevato il primo giorno del mese in cui si effettua l’erogazione), maggiorato di uno spread di 1,25 punti percentuali; se consideriamo un ripianamento di 1.200 euro in 36 mesi, a fine maggio il Taeg era del 5,01%.

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